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Apre il teatro Brancaccio: la cultura rilancia il quartiere

Una nuova realtà culturale si affaccia sulla città di Palermo, grazie all'impegno del presidente del Centro Padre Nostro Maurizio Artale e del regista Carlo D'Aubert

  • 7 marzo 2013

Un nuovo spazio per coinvolgere i cittadini nell'arte dello spettacolo. Un luogo nuovo, dove il sipario si aprirà su tragedie e commedie, per far si che chi recita compia l'incanto di trascinare gli spettatori in mondi nuovi ed appassionanti. È il nuovo Teatro Brancaccio di Palermo, presentato a Palermo lo scorso 9 marzo presso l'Auditorium comunale Giuseppe di Matteo, in uso al Centro di Accoglienza Padre Nostro nel quartiere di Brancaccio.

Una presentazione aperta al pubblico, a cura del direttore artistico Carlo D'Aubert e di Maurizio Artale, presidente del "Centro di Accoglienza Padre Nostro", durante la quale è stato possibile visitare il nuovo spazio scenico condividendo l'esperienza con la compagnia teatrale e i volontari del Centro di Accoglienza. Il teatro Brancaccio è un altro dei punti culturali al quale la cittadinanza potrà fare riferimento.

Con la direzione dell'attore Carlo D'Aubert, si punta a diffondere l'arte non solo entro i limiti del quartiere Brancaccio, ma arrivando a divenire un centro importante ed affermato. Fondamentali, in questo processo di nascita e consolidamento, la presenza di Maurizio Artale (presidente del Centro d'accoglienza Padre Nostro) e il suo centro di accoglienza, che hanno lavorato duramente per riuscire a dar vita a questa nuova realtà.

La prima rappresentazione teatrale si terrà giovedì 14 marzo alle ore 21. Si tratta di “Scrusciu”, spettacolo in dialetto scritto e diretto da Carlo D'Aubert, che racconta la storia del capoluogo siculo visto con gli occhi di quattro senzatetto dai trascorsi diversi. Passando da un emozione all'altra, dal tragico al comico, dal pianto dalle risa, i quattro protagonisti svolgeranno una ricerca personale che li accomunerà portandoli al recupero di una Palermo storica ormai persa.

Una prima da non perdere non solo per conoscere un nuovo centro artistico ma anche per ricordare, tramite il percorso dei quattro protagonisti, quanto sia importante attribuire ai valori palermitani, spesso sottovalutati, l'attenzione che meritano.

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