CRONACA

HomeNewsAttualitàCronaca

Una nuova scoperta al largo della Sicilia: dov'è la città sommersa (di 10mila anni fa)

Il sito individuato da André Chaisson, un ingegnere civile che realizza mappe e che ha pubblicato un lungo e particolare articolo. Ve lo raccontiamo

Federica Puglisi
Giornalista
  • 28 marzo 2025

Un rendering della scoperta al largo della Sicilia

E se la mitica e sconosciuta Atlantide fosse nel Mediterraneo a poca distanza dalla Sicilia, al largo di Portopalo di Capo Passero? Ci piace immaginare che una scoperta archeologica al largo del nostro mare desse questa certezza. Sarebbe un patrimonio straordinario tutto da scoprire.

Si tratta solo di supposizioni, per il momento, gli studiosi di settore potrebbero irritarsi dinanzi a queste ipotesi. Ma ci piace pensare che il Mar Mediterraneo possa fare da culla ad una o più città sommerse di cui si è tanto scritto negli anni e che potrebbero prima o poi essere individuate.

Perché tutto questo ragionamento? Sta facendo il giro del web una notizia relativa a dei recenti studi realizzati da un ingegnere civile specializzato nella realizzazione di mappe e carte topografiche.

Lui si chiama André Chaisson e ha pubblicato un lungo e dettagliato articolo (che si può leggere a questo link) in cui spiega le sue recenti scoperte.

Sostiene, analizzando alcune mappe dei fondali del Mar Mediterraneo, di aver individuato ad una quarantina di chilometri a sud-est di Portopalo, in provincia di Siracusa, i resti sommersi di un’antichissima città.

Essa si troverebbe ad una profondità di 135 metri. Lo studioso ha persino ipotizzato che si trattasse di Telopylos, la mitica città dei giganti Lestrigoni citata da Omero nell’Odissea.

C’è da chiarire che le sue sono solo delle osservazioni su mappe e carte geografiche, che analizzando la morfologia della zona hanno portato a queste scoperte.

Le rovine, secondo lo studioso, risalirebbero a diecimila anni fa. Dalle immagini che l’ingegnere pubblica si vedono i profili di probabili strutture, come un porto, forse un grande tempio, e un canale artificiale largo più di 500 metri e lungo più di 50 chilometri.

Una città portuale, dunque, che si estenderebbe ad una lunghezza di circa 18 chilometri e una larghezza di circa 4,5 chilometri.

A sostenere questa ipotesi, di un insediamento vecchio di diecimila anni, che a causa della fine dell’era glaciale sarebbe stato sommerso dal mare, ci sarebbe la recente scoperta nel Kurdistan turco delle rovine di Gobekli-Tepe, una serie di templi circolari sommersi, che risalirebbero ad undicimila anni fa. Così come anche la scoperta di alcune rovine sommerse in India nel Golfo di Cambat, risalenti al 7500 a.c..

E poi al largo delle coste israeliane, sotto il Monte Carmelo, dove ci sarebbero le rovine sommerse di diverse cittadine, o quelle più recenti ad una profondità di 40 metri al largo dell’isola di Pantelleria, dove è stato trovato un grande monolite in pietra che risalirebbe all’incirca al 7500 a. c.

Chissà dunque che il Mediterraneo non possa custodire tanti piccoli centri, ancora sommersi, che risalirebbero a differenti età antiche, che avevano già un ruolo importante per i traffici commerciali della zona.

Soltanto delle spedizioni archeologiche subacquee potrebbero confermare o smentire le ipotesi di Chaisson. Per il momento non ci resta che immaginare che davvero al largo delle nostre coste possa esserci stata più di una civiltà che abbia già reso grande il nostro mare migliaia di anni fa.

«Il Mar Mediterraneo – scrive lo studioso nel suo articolo - con la sua vasta e scintillante distesa, è da tempo una culla per civiltà e una fonte di miti duraturi. Eppure c'è un abisso persistente tra le tradizioni orali che abbiamo ereditato e le prove fisiche del passato, lasciando che la maggior parte di questi racconti siano liquidati come mera fantasia.

Sotto quelle onde calme, tuttavia, si trova una scoperta che potrebbe mettere alla prova la nostra comprensione dei confini mutevoli del Mediterraneo e aprire una finestra su un capitolo dimenticato dell'umanità, che potrebbe finalmente riconciliare i fili della leggenda con le verità della storia».
Ti è piaciuto questo articolo?
Seguici anche sui social
Iscriviti alla newsletter
Cliccando su "Iscriviti" confermo di aver preso visione dell'informativa sul trattamento dei dati.

GLI ARTICOLI PIÚ LETTI