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C'è una Sicilia silenziosa tutta da scoprire: vi portiamo tra "runze", prati fioriti e antichi casolari

L'entroterra siciliano meno battuto è quello che vogliamo raccontarvi. Luoghi in cui migliora sostanzialmente l'umore. Esplorare, osservare e salvaguardare sono le armi "dirette" per conoscerli davvero

Salvatore Di Chiara
Ragioniere e appassionato di storia
  • 13 maggio 2022

Esplorare, osservare e salvaguardare sono le armi “ dirette” per conoscere alla perfezione un territorio. Ogni angolo regala dei piccoli capolavori naturali che affiorano in contesti abbastanza sconosciuti. Uscendo dalla cittadina di Castelvetrano, bisogna raggiungere una biforcazione della statale 115 (la prima) e girare a sinistra per la statale 82.

Si allontana il centro cittadino e inizia un itinerario “distaccato” che vive nell’intermezzo tra il confine castelvetranese e quello di Santa Ninfa. I chilometri percorsi sono scanditi da un’ampia visuale delle campagne (uliveti e vigneti) e la strada assume delle caratteristiche particolari.

La scoperta della contrada di Buturro - Occhio di Sole diventa realtà. Gli ex feudi del Fartaso e Calviano non distano tantissimo e si è immersi in un contesto storico - ambientale significativo. Costeggiati dalla linea ferroviaria che da Castelvetrano raggiunge la città di Palermo, la carreggiata si restringe e lo scenario paesaggistico immortala panorami mozzafiato. Una serie di collinette che raggiungono altezze fino a 350 metri creano delle insenature naturali.
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Colpisce la tonalità delle rocce, con un colorito che spicca notevolmente e andrebbe valorizzato per stabilire una datazione completa. Dalle poche competenze in materia, la conformazione della calcarenite si avvicina al gesso, simile alle zone della Montagna e il bosco Torello. Uno studio esatto potrebbe mettere in luce (tesi personale) una struttura geologica equivalente per l’intero territorio. Il percorso è stato reso inefficiente per via del fenomeno alluvionale che ha investito quei luoghi nel mese di novembre e non permette una viabilità perfetta con i mezzi.

Quindi, l’opzione migliore è quella di godersi con brevi passeggiate i panorami e affrontare alcuni percorsi interni per rendere onore al luogo. Una salitella conduce dentro a un boschetto utilizzato per delle gare di bike e da lassù, è possibile scorgere un panorama interessante. La città di Salemi è a uno schiocco di dita e l’imponente monte (Montagna Grande) regala uno scorcio stupendo. Nelle giornate di maggior riflesso solare spiccano i monti di Gibellina.

Tra “runze” e fiorellini, è possibile immettersi in aree verdi affrontando alcuni tratti in leggera salita e piacevoli discese.

Sono visibili dei casolari abbandonati che testimoniano di una vita rurale passata e dimostrano l’importanza rivestita dall’agricoltura in tempi non sospetti. Venivano adibite anche a stalle. I ruderi poggiati sulle rocce legittimano i motivi della loro costruzione in luoghi strategici.Le dimensioni, i rialzamenti appositi e gli spessori delle mura evidenziano la duttilità delle stesse. Nel territorio è presente il Borgo Buturro con pochi casolari andati perduti vicino a un piccolissimo boschetto. Durante il cammino è dovere fare una visita al laghetto di Caladibicchia ( Cala di Bicchia?) dove la fauna ha consolidato la sua stabile posizione nel tempo.

I versi emessi dai rospi e alcune specie di volatili che popolano la zona sono esempi di grande legame con il territorio. Percorrendo alcune centinaia di metri della statale, a sinistra, si osserva un immenso prato colorato. Inizialmente, la mente si tuffa in un viaggio immaginario verso Castelluccio di Norcia o magari nella vicina Blufi. Siamo nelle periferie santaninfesi e migliora sostanzialmente l’umore.

Un’oasi di colori che s’intersecano tra di loro col rosso che copre le chiazze verdi e lascia posto a un raggio di sole ( fiorellini) giallo. Un contorno bianco con steli verdi disegna l’immagine perfetta di un terrazzo ambientale. Un quadro dipinto dalla natura che, vive in simbiosi con l’ambiente circostante e lascia spazio solo all’osservazione. Non servono parole ma tanta delicatezza per un luogo sconosciuto.

Il bagliore provocato dai colori presenti distoglie la mente dal resto e merita una sosta prima del ritorno. La statale 82 prosegue sino a un bivio e lascia spazio alla Castelvetrano -S.Ninfa. L’assenza di gente è una caratteristica permanente. La contrada non è vissuta e vive nel silenzio. Un luogo vicino ma allo stesso tempo lontano da tutti, reso inaccessibile dalla mancanza di tatto conoscitivo. Tanti angoli da spulciare rispettando le leggi della natura.

Un’escursione breve e intensa che merita una sua valutazione effettiva.
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