STORIA E TRADIZIONI

HomeNewsCulturaStoria e tradizioni

Riti e rinascita tra sangue e acqua: perché in Sicilia a Pasqua gli oggetti sacri "piangono"

La funzione scenica della Pasqua, se vissuta con raccoglimento, non è finzione ma meraviglia e sollievo, ricomposizione dei conflitti, speranza e pace al cuore

Susanna La Valle
Storica, insegnante e ghostwriter
  • 8 aprile 2023

I "lavureddi" nel monastero di Santa Caterina d'Alessandria

C’è sacro ma anche profano, mistero e misteriosofia, culturale e cultuale, nei riti della Pasqua. Un momento di espiazione collettiva, riconciliazione e riorganizzazione, rinascita e resurrezione di uomini e divinità, natura e società.

Le tradizioni e le feste sono le più varie, seppur tutte con un comune denominatore, la storia Dio diventato Uomo, che vince la scandalosa morte. Tra riti, culti processioni, rappresentazioni, confraternite, si organizza un complicato meccanismo fatto di persone, luoghi ma anche di "cose".

Abituati a cogliere l’aspetto generale, dimentichiamo che oggetti e vestiari partecipano a questa Liturgia.

Virgilio nell’’Eneide diceva che vi sono “i pianti delle sorti e delle cose mortali” in maniera più semplice potremmo dire che esistono “le lacrime delle cose, le cose piangono” e quelle in uso nei giorni Pasquali lo fanno più degli altri.

Dai Sacri Vasi di Mantova, recipienti nei quali si racconta che Longino raccolse il sangue dopo aver trafitto il costato di Cristo, e che portò in Lombardia; le catene portate dalle Confraternite a Orte, che producano un terrifico frastuono nel silenzio più assoluto, i "Vattienti" che con oggetti acuminati si percuotono i polpacci a Nocera Terinese in Calabria, sangue che scorre copioso per le strade; sono tutti oggetti che da Nord a Sud interpretano dolore e sofferenza.
Adv
Le "cose" piangono, e partecipano a questo struggimento, ma sono anche purificazione, meditazione e protezione. La Sicilia come, e con, le altre regioni segue antiche tradizioni.

Le Traccole sono strumenti che definiamo musicali ma che in realtà producono rumore, "appartenenti alla categoria degli idiofoni”, sono composte da un asse di legno contro il quale battono due martelletti o una specie di maniglia che produce raschiamento e percussione.

Le “Troccule”, arrivano dopo che “si attacanu i campani”, simboli di gioia e liberazione, che ben strette con le loro corde fino al mezzogiorno di sabato, lasciano il posto a rumori lugubri e cadenzati, “suonati” con estrema lentezza. Le Traccole erano il sogno di ogni Chierichetto che sperava di poterle adoperare durante la processione.

Un suono che è espressione del tempo dell’angoscia, ma non solo, in qualche maniera lo esorcizza. Tra i "Lavureddi", i piatti e ciotole con grano e orzo germogliati al buio, i giardini d’Adone, che ornavano i sepolcri, c’erano anche i Paliotti, straordinari quelli barocchi, cornici al cui interno erano posti: una croce, 3 o 4 chiodi, la corona di spine, la lancia, l’iscrizione INRI.

"Cose" in miniatura della Passione che potevano essere arricchiti con una piccola scala, la lanterna di Giuda, il flagello, e persino un piccolo gallo. Oggetti che insieme con altri diventano parte delle processioni e rappresentazioni sacre, insieme a sudari, fruste, al telo della Veronica, martello e tenaglia, il guanto.

A questi “oggetti” si aggiungono i Simulacri scultorei da mettere sulla Vara e portatati in processione, carichi dell’energia prodotta dalla devozione del popolo, trasportano per il paese forza e sacralità.

I Crocifissi sono i protagonisti di queste liturgie, all’occasione diventano “totemici”, benedicono il lavoro dei campi e insieme allontanano secondo le necessità siccità o pioggia e grandine.

Tra le varie statue del Cristo è indispensabile nella rappresentazione della deposizione, un Cristo snodato, che “sceso” dalla Croce e adagiato su un lenzuolo è portato a braccia dai confrati.

L’emozione e il misticismo di quest’operazione, colpisce profondamente chi trasporta il Deposto; sotto quel “ sacco” bianco, i confrati si sentono parte di un rito collettivo, e l’immedesimazione arriva sino a provocare suggestioni e sofferenze; si affliggono nel trasporto del Gesù morto.

Tra le “cose sacre” non può mancare l’acqua che nella notte di sabato diventa Battesimo per eccellenza, o il cero Pasquale che appicca i falò in piazza.

Tornando ai rumori dei riti vi sono i tamburi, che per l’occasione subiscono espressivi cambiamenti, sono ricoperti con un panno nero, le corde sono allentate per dare un suono ancora più triste, cupo e profondo.

Alcuni di questi oggetti sono esposti alla Chiesa di San Ludovico a Corleone nella mostra “L’eredità del Cammisu e le Confessio Paschalis”. Sono pezzi particolari del collezionista Leoluca Cascio, i “Confessio” sono dei Santini, ricordo del Precetto Pasquale, i "Signa Communionis Paschalis", sono foglietti stampati, in uso dall’800 al 1966 che attestavano di aver ricevuto il Sacramento della Comunione. Sul biglietto erano indicati: anno, chiesa, luogo e parroco.

Se la dimensione della Pasqua sembra il silenzio, in realtà è piena di rumori, come nel caso dell’esplosione “dei maschi”, sfere riempite di polvere da sparo. Sono “botti” sparati dal Giovedì, ogni quarto d’ora, mezz’ora e ora, con man mano un’intensità diversa.

A questi si aggiungono le “Maschiate”, insieme di esplosioni che rimarcano i momenti cruciali dei riti e che hanno una codifica immutabile da secoli.

Con questi suoni/rumori, uguali da sempre, anche chi è costretto a rimanere a casa riesce a partecipare, ogni suono rievoca momenti,immagini e ricordi. Re, principi, patriarchi, sacerdoti, apostoli e martiri, vergini, angeli e demoni, ma anche vizi e virtù, insieme alle “cose” e vestiari, dopo la Resurrezione saranno conservati, riposti in magazzini.

Le lacrime saranno asciugate. La funzione scenica della Pasqua, se vissuta con raccoglimento, non è finzione ma meraviglia e sollievo, ricomposizione dei conflitti, speranza e pace al cuore.
Se ti è piaciuto questo articolo, continua a seguirci...
Iscriviti alla newsletter
Cliccando su "Iscriviti" confermo di aver preso visione dell'informativa sul trattamento dei dati.

GLI ARTICOLI PIÙ LETTI