STORIA E TRADIZIONI
In viaggio sul "Lapponia Express": in treno (da Palermo) con i nobili dei primi del '900
A pensarlo oggi sembra quasi un sogno o la descrizione fatta nelle pagine di un romanzo russo e invece, per qualche tempo agli inizi del Novecento, fu realtà

La locandina originale degli orari della "Lapponia Express"
Agli inizi del ‘900, quando le Ferrovie dello Stato cominciavano ad unire l’Italia, definendo il forte legame tra la ferrovia e lo sviluppo industriale e socio-culturale del Paese, una tratta in particolare dava lustro al Sud.
Stiamo parlando della Lapponia Express che, nei mesi di luglio e agosto nel 1904, offrì il collegamento diretto tra le città di Narvik, in Norvegia, e Palermo.
La cosa più interessante, poi, considerando l’epoca, era il tempo di percorrenza: 5 giorni.
Se le prime linee ferroviarie sorsero per rispondere ad esigenze nazionali, ben presto il treno varcò i confini dei singoli paesi mettendo in comunicazione collettività e popoli di tutta l’Europa.
Con lo sviluppo del turismo, i treni collegarono prima le città più importanti e i luoghi più lontani del continente europeo, dando così la possibilità ad un numero sempre maggiore di persone di conoscersi e di vivere avventure di viaggio fino ad allora confinate nei romanzi.
Nell’estate del 1904 venne istituito per la prima volta un collegamento tra l’Italia e le remote regioni scandinave.
Il viaggiatore italiano poteva raggiungere direttamente la Svezia, partendo da Palermo, in 5 giorni di viaggio. E da Stoccolma si superava poi il Circolo Polare Artico grazie al “Lapponia-Express”.
Paesaggi incredibili scorrevano fuori dal finestrino mentre i passeggeri brindavano nella carrozza ristorante, giocavano a carte o dissertavano dei principali avvenimenti del continente, nelle lussuose carrozze-salone.
Per la notte li attendevano confortevoli carrozze-letto.
A pensarlo oggi sembra quasi un sogno o la descrizione fatta nelle pagine di un romanzo russo e invece, per qualche tempo, fu realtà.
Gli archivi delle Ferrovie dello Stato conservano ancora oggi la locandina con gli orari di partenza e quelli delle tappe intermedie prima dell’arrivo in Svezia.
Attraverso l’Italia, toccando città quali Messina, Napoli, Roma, Firenze e Venezia, si giungeva in l’Europa, passando per Innsbruck, Monaco e Stoccolma.
La città di destinazione, infine, Narvik è un luogo proprio da cartolina.
Posizionata su di una penisola a 200 km a nord del circolo polare artico, la sua posizione si trova all’estremità del fiordo Ofot (Ofotfjord), di fronte ad una sua diramazione - il Rombaksfjord, con un collegamento diretto all’Oceano Atlantico ed alle sue spalle è sovrastata dalle alture di Fagernesfjellet e di Frammeasen.
Insomma se oggi la tratta ferroviaria fosse ancora attiva di sicuro ci sarebbe la lista d’attesa per l’acquisto di un biglietto.
Stiamo parlando della Lapponia Express che, nei mesi di luglio e agosto nel 1904, offrì il collegamento diretto tra le città di Narvik, in Norvegia, e Palermo.
La cosa più interessante, poi, considerando l’epoca, era il tempo di percorrenza: 5 giorni.
Se le prime linee ferroviarie sorsero per rispondere ad esigenze nazionali, ben presto il treno varcò i confini dei singoli paesi mettendo in comunicazione collettività e popoli di tutta l’Europa.
Con lo sviluppo del turismo, i treni collegarono prima le città più importanti e i luoghi più lontani del continente europeo, dando così la possibilità ad un numero sempre maggiore di persone di conoscersi e di vivere avventure di viaggio fino ad allora confinate nei romanzi.
Nell’estate del 1904 venne istituito per la prima volta un collegamento tra l’Italia e le remote regioni scandinave.
Il viaggiatore italiano poteva raggiungere direttamente la Svezia, partendo da Palermo, in 5 giorni di viaggio. E da Stoccolma si superava poi il Circolo Polare Artico grazie al “Lapponia-Express”.
Paesaggi incredibili scorrevano fuori dal finestrino mentre i passeggeri brindavano nella carrozza ristorante, giocavano a carte o dissertavano dei principali avvenimenti del continente, nelle lussuose carrozze-salone.
Per la notte li attendevano confortevoli carrozze-letto.
A pensarlo oggi sembra quasi un sogno o la descrizione fatta nelle pagine di un romanzo russo e invece, per qualche tempo, fu realtà.
Gli archivi delle Ferrovie dello Stato conservano ancora oggi la locandina con gli orari di partenza e quelli delle tappe intermedie prima dell’arrivo in Svezia.
Attraverso l’Italia, toccando città quali Messina, Napoli, Roma, Firenze e Venezia, si giungeva in l’Europa, passando per Innsbruck, Monaco e Stoccolma.
La città di destinazione, infine, Narvik è un luogo proprio da cartolina.
Posizionata su di una penisola a 200 km a nord del circolo polare artico, la sua posizione si trova all’estremità del fiordo Ofot (Ofotfjord), di fronte ad una sua diramazione - il Rombaksfjord, con un collegamento diretto all’Oceano Atlantico ed alle sue spalle è sovrastata dalle alture di Fagernesfjellet e di Frammeasen.
Insomma se oggi la tratta ferroviaria fosse ancora attiva di sicuro ci sarebbe la lista d’attesa per l’acquisto di un biglietto.
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