ARTE E ARCHITETTURA
"Iscrizioni, graffiti e disegni" a Piana dei Colli
Una giornata di studi e una video-installazione circa i disegni, le scritte e le incisioni lasciate dai detenuti sulle pareti di antiche carceri in tutta Italia
L'iniziativa indaga un tema ancora poco esplorato, legato al rapporto tra la comunicazione di natura visiva obbligatoria, “necessaria”, all’interno di contesti complessi e marginali, come le periferie urbane o le realtà carcerarie, e i linguaggi espressivi che i loro protagonisti utilizzano, materiali grafici grezzi, genuini, spontanei, che ricoprono le pareti della città o delle loro celle, in cui hanno raccontato un vissuto, un’autobiografia per segni e immagini, fortemente evocative e dense di tracce residuali di memoria personale. Parteciperanno Giulia Ingarao, Simone Lucido, Alessandro Dal Lago, Serena Giordano, Claudio Collovà, Gabriele Raimondi e Gabriella Poggioli, Alessandro Mininno, Margherita Mancuso, architetto esperto in conservazione e restauro, che ha curato il recupero dei graffiti dello Steri, e delle restauratrici Natalie Fiore, Arianna Padrut, Anna Mistretta.
La manifestazione si conclude con la presentazione per la prima volta a Palermo dell’installazione audiovisiva “Palinsesti dal carcere”, realizzata dal collettivo milanese Wunder K. Con la regia di Gabriele Raimondi, la colonna sonora di Gianmaria Aprile e Attila Faravelli, e con animazioni di Giovanni Mascherpa, Francesca Pietrobelli, Cristina Poggioli, Carmen Ursino Lomoio, il progetto dell’associazione, costituita nel settembre 2008, nasce da un’idea di Raimondi, ispiratosi ad un testo dal titolo "Palinsesti dal carcere" di Cesare Lombroso, criminologo del’800: sono state raccolte testimonianze grafiche dal 1400 al 1920 in giro per le carceri italiane, circa trenta, e sono state montate attraverso una sequenza animata che sottolinea la struttura di partenza del palinsesto, cioè della sovrapposizione temporale di immagini, tale da far assumere volume e spazio a questi segni e racconti della memoria individuale e collettiva insieme.
Il corredo iconografico rintracciato ha determinato poi la suddivisione in video-capitoli, distinti per tematiche principali, che vedono il tempo, l’identità e l’evasione come nuclei centrali attorno a cui ruotano le rappresentazioni grafiche presentate. Significativa la coincidenza di strutture formali ripetute che dimostra l’analogia di linguaggi non verbali diffusi e condivisi. La struttura filmica, con animazioni in 2D o 3D, è stata poi completata da una colonna sonora, frutto della collaborazione con gli attori della Compagnia teatrale e.s.t.i.a. della II Casa di reclusione di Milano-Bollate, reali interpreti delle sensazioni, riflessioni e speranze degli antichi carcerati, in un‘importante prospettiva di recupero sociale e formativo dei detenuti attuali.
L’opera, realizzata grazie alla partecipazione al bando “Fuori Formato” e finanziata dalla Provincia di Milano, si propone come un cantiere aperto, in piena sperimentazione, primo documento del genere in Italia, e che raccoglie, attraverso le presentazioni anche in diverse città europee, altre testimonianze, altri racconti, che accrescono il “palinsesto dal carcere” complessivo, senza confini di spazio e tempo.
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