La vespa (parassita) dei tempi dei dinosauri: perché il suo nome è ispirato a Cariddi
Cosa hanno in comune la Sicilia, un antico mostro marino e il fossile di una nuova vespa, che visse ai tempi dei dinosauri in una foresta del Cretaceo superiore

La vespa parassita
Per quanto infatti questi tre elementi sembrino completamente discordanti l’uno dall’altro, c’è un sorprendente e sottile filo che li lega, degno della nostra attenzione.
Facciamo un passo indietro.
Qualche giorno fa un gruppo di paleontologi cinesi e danesi hanno dichiarato di aver scoperto un nuovo fossile d’insetto all’interno di un frammento d’ambra, proveniente dalla regione di Kachin, in Birmania.
Questo insetto presenta una particolare coda "acchiappa mosche”, che ricorda molto alcune piante carnivore come la Dionea.
In pratica, questa vespa parassita afferrava le proprie prede con la coda e mentre le immobilizzava gli introduceva all’interno del corpo le proprie uova, affinché le sue larve potessero crescere in un luogo protetto e "ricco di risorse" (alla fine del processo gli ospiti probabilmente morivano divorati dall’interno).
La scoperta di questa specie è stata pubblicata sulla rivista BMC Biology ed ha ottenuto un grande interesse da parte di diversi entomologi e paleontologi in giro per il mondo.
Ciò però che ci interessa maggiormente è il nome che gli scienziati hanno deciso di utilizzare per descrivere questa specie: Sirenobethylus charybdis.
Ad una prima lettura non è facile accorgersene, ma il termine specifico utilizzato dai paleontologi per descrivere questa specie fa riferimento a Cariddi, il mitico mostro marino che insieme a Scilla controllava lo Stretto di Messina secondo i racconti greci.
Il riferimento a Cariddi non è casuale. I paleontologi hanno deciso infatti di omaggiare il famoso mostro, per via della sua peculiare abitudine alimentare.
Cariddi, infatti, ingurgitava per tre volte al giorno una grande porzione di mare al largo della Sicilia, risputandone successivamente il contenuto alcuni minuti dopo.
In tal modo gli antichi greci spiegavano la variazione delle correnti presenti nello Stretto e indussero molti marinai a non confidare troppo nelle onde che circondavano la nostra isola, irte di pericoli.
Secondo il mito, Cariddi era un mostro così imponente e minaccioso che lo stesso Ulisse gli preferì Scilla, visto che inoltrarsi nella grotta in cui abitava l’altra bestia era molto meno pericoloso per l’imbarcazione con cui affrontava il mare l’eroe greco.
Tra l’altro, proprio in questi giorni sono sbarcati in Sicilia gli attori Matt Damon, Zendaya e Tom Holland e il regista Christopher Nolan, impegnati nella realizzazione della prossima reinterpretazione cinematografica dell’Odissea.
Tornando all’antica vespa parassita, secondo gli studiosi è probabile che fosse più sofisticata e adattabile rispetto alle specie moderne, tanto da decidere oculatamente le proprie prede in modo tale da garantirsi un maggiore successo riproduttivo.
Secondo alcuni studiosi, poteva persino puntare ad attaccare prede più grandi, aderendo alla loro pelle sempre con la coda, introducendo al loro interno le sue fastidiose uova.
Nel caso in cui, quindi, un viaggiatore del tempo facesse un viaggio nell’Asia orientale al tempo dei dinosauri, i grandi rettili non sarebbero gli unici predatori pericolosi a cui dovrebbe tenere d’occhio.
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