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Ci siamo, riapre a Palermo il Museo Pitrè: la prima rassegna (online) tra pupi e carretti

A conclusione dei lavori di riorganizzazione dell'allestimento, adesso è possibile visitare (virtualmente) il Museo Etnografico Siciliano, voluto da Giuseppe Pitrè. Ecco come fare

Balarm
La redazione
  • 22 dicembre 2020

Il Museo Etnografico Siciliano "Giuseppe Pitrè"

Adesso è ufficiale. Il Museo Etnografico Siciliano "Giuseppe Pitrè" torna in attività e riapre le porte a Palermo.

Una riapertura che avviene dopo cinque anni, a conclusione dei lavori di completa riorganizzazione dell'allestimento, con la scopertura di un busto di Giuseppe Pitrè da parte del sindaco Leoluca Orlando, dell'assessore alle Culture del Comune di Palermo, Mario Zito, e della direttrice Eliana Calandra.

La riapertura del Museo Etnografico Siciliano (in viale Duca degli Abruzzi 1)- tuttavia ancora non aperto al pubblico - è stata fatta in occasione dell'anniversario dalla nascita di Giuseppe Pitrè, avvenuta nel 1841 in un'umile casa del quartiere del Borgo Vecchio.

Adesso dunque prende ufficialmente avvio la rassegna “Accendiamo una luce al Museo Pitrè”, performances in streaming ispirate alle tradizioni popolari, che saranno trasmesse direttamente dalle sale del museo.

La rassegna inizia oggi martedì 22 dicembre con lo spettacolo dell’Opera dei Pupi, a cura della famiglia Agramante, dal titolo "Il Genio, luce di Palermo". Seguiranno, per tutto il periodo delle festività natalizie, performances teatrali, concerti di canti tradizionali siciliani, spettacoli nei quali lo stesso Pitrè rivivrà virtualmente nelle sale del suo Museo e molto altro ancora.



Il calendario degli eventi con i relativi link per visualizzare gli spettacoli in streaming è pubblicato sui canali istituzionali del Comune di Palermo. Coloro che per motivi di studio o ricerca volessero prenotare una visita del Museo, potranno scrivere all'indirizzo mail bibliotechearchiviospazietno@comune.palermo.it

Fondato nel 1909 dallo studioso siciliano di cui porta il nome, attualmente il museo ha due sedi, una in viale Duca degli Abruzzi, nel parco della Favorita, e l'altra in via delle Pergole nel piano nobile di palazzo Tarallo, nel quartiere dell’Albergheria (dal 2007), e custodisce una ricca collezione di esemplari della tradizione popolare siciliana.

La storia e le vicissitudini di questa istituzione culturale attingono ai primi anni del museo. Alla morte del Pitrè, avvenuta nel 1916, le collezioni rimasero inaccessibili al pubblico anche perché nella sede dell’epoca, alcune sale all’interno del collegio dell’Assunta, non potevano essere disposte secondo le volontà del suo ideatore.

Fu solo nel 1935, con Giuseppe Cocchiara rettore fino al 1965, che il museo trovò sede definitiva in una delle dipendenze della Casina Cinese nel parco della Favorita, con una struttura conforme alle volontà del Pitrè.

Il Museo presenta una sala al centro di un crocevia di cortili, costeggiato da una fuga di 30 sale che custodiscono, articolate in 20 sezioni, arredi, corredi, filati e tessuti, costumi d’epoca delle tradizioni contadine siciliane, ceramiche e, non ultima, una biblioteca con ben 30.000 volumi disponibili.

Ogni sezione è ricchissima di “pezzi” che hanno fatto la storia, tra usi e i costumi - dell’Isola al centro del Mediterraneo, restituendo non solo le tradizioni ma anche le credenze, i miti e le consuetudini di un popolo intero.

Sono circa 4.000 gli oggetti custoditi, provenienti da un nucleo originario di circa 1.500 reperti raccolti dallo stesso Pitrè, dalle collezioni etnografiche cedute dall'ex Museo nazionale di Palermo e da donazioni private.

Carretti siciliani - con le varianti da lavoro o da festa - telai, arredi di cucine dell’epoca dei Borboni, culle, costumi, tra i quali l'abito tradizionale di Piana degli Albanesi, abiti di contadini, di pastori e cacciatori, pupi, arredi di confraternite, opere d’arte su vetro.

E poi ancora presepi, della magistrale tradizione trapanese, giochi, acquasantiere ed ex voto, testimonianze che ancora trovano riscontro nell’attualità dei nostri giorni.

Di notevole interesse è la “Sala delle carrozze” dove si possono ammirare due splendide carrozze appartenute al Senato palermitano.

A sinistra dell’ingresso del Museo è posta la Cappella realizzata intorno al 1804, di perimetro quadrato all'esterno, mentre l'interno è a pianta circolare con fascia anulare. Da una galleria si accede al piano superiore dove la famiglia reale poteva assistere al rito religioso.

La sezione della Biblioteca (che si trova a Palazzo Tarallo) custodisce anche reperti unici che raccontano dell’importanza che ebbe la cultura in Sicilia, secondo il modo di dire «il popolino siciliano legge o si fa leggere».

Oltre ai volumi sono presenti 1.500 tesi di laurea, stampe, incisioni, fotografie che raccontano la "vecchia Palermo" tra le altre cose e circa 7.000 lettere autografe di studiosi italiani e stranieri, che compongono la fitta corrispondenza del Pitrè nel periodo compreso tra il 1870 e il 1915.

Come annunciato dall’assessore Zito tornerà in attività anche il teatro dell'Opera dei Pupi che era stato smontato e custodito nei depositi di Palazzo Tarallo di Ferla - Cottone d’Altamira, e trasferito presso la sede del Museo e qui rimontato a cura del Museo Internazionale delle Marionette "Antonino Pasqualino".

Oltre al teatrino dell’Opera dei Pupi, fanno parte del nuovo allestimento del Museo anche portantine e mobili settecenteschi, e la "stanza della Memoria", dedicata a Giuseppe Pitrè.

Nel 2018 la sede del Museo Pitrè della Favorita era stato oggetto di un presunto furto, poi risolto. Gli oggetti mancanti si trovavano in realtà all'interno della struttura museale, conservati nei depositi poiché il museo era chiuso al pubblico per i lavori di allestimento.

La denuncia era stata fatta dall'allora direttore che non li aveva rinvenuti. Al rientro dell'attuale dirigente del museo, i manufatti sono stati tutti identificati e l'indagine condotta dai carabinieri del Nucleo Tutela del Patrimonio, dopo le opportune verifiche, è stata chiusa.
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