"Impirugghi burocratici" e gazebo chiusi. Quale decoro?
Riceviamo e pubblichiamo la lettera del titolare di "Basquiat cafè", sui provvedimenti del Comune sulla chiusura dei gazebo che hanno interessato anche piazza Rivoluzione

Ho costruito la mia attività molti anni fa nella mia amata città. Con sacrifici, con caparbietà attraversando momenti belli e meno belli. Ad oggi l’attività conta otto elementi. Otto persone che impiegano il proprio tempo nel lavoro; otto persone che possono vivere, spendere, progettare in base ad una stabilità economica; otto persone che hanno impiegato le proprie energie nella formazione. Ad oggi il Comune di Palermo, intrappolato in una burocrazia infinita, impone alle attività commerciali (precedentemente regolamentate) a dismettere il proprio gazebo posto su sede stradale.
Tale operazione comporta un effetto domino. La minor ricettività si traduce in minor necessità di personale dunque licenziamento. Minor acquisto dei prodotti dunque minor personale anche per i fornitori, dunque licenziamento. Minor posti a sedere per i clienti quindi difficoltà per la ricettività. Infine minor introiti dunque difficoltà nell’affrontare le spese fisse. Presumibile quindi la chiusura dell’attività. Una bella e strategicamente importante città quale è Palermo, dovrebbe investire nelle capacità degli imprenditori nel migliorare la qualità della ricettività turistica. Ad oggi la città si presenta, invece, in uno stato di abbandono dei monumenti, delle strade, dei mezzi di trasporto, dell’igiene urbana.
Per “impirugghi” burocratici il Comune dice che i gazebo (quelli in regola, quelli che sono stati autorizzati da e per molti anni) non possono esistere più, non vanno più bene. Per il decoro urbano, perché sono “brutti” (ma sempre realizzati secondo le loro linee guida). Tutto questo mentre la città è invasa da fumi tossici emanati dall’immondizia bruciata per strada da cittadini inermi. Ma questi sono affari più complessi…
Il mio personale invito è rivolto al Sindaco, agli Assessori, ai Consiglieri, ai Commercianti, ai Cittadini, ai Clienti e ai Turisti, al fine di regolamentare dignitosamente questa situazione che incide direttamente o indirettamente tutti quanti.
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