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Un viaggio in Finlandia gli cambiò la vita: il bancario che fotografa la Sicilia (in moto)

La sua passione per la fotografia non è "strutturata", ma nasce, come lui stesso afferma «da una trasmissione genetica da parte di mio padre». La storia di Marcello

Selene Grimaudo
Giornalista pubblicista e pedagogista
  • 12 dicembre 2022

Immergersi nel mare della Sicilia, perdersi in una valle, osservare un monumento, contemplare un tramonto con lo sguardo nel sole che va a dormire o ammirare l'alba e i suoi colori che dipingono il giorno è un privilegio che forse, oggi, non sappiamo più apprezzare come dovremmo.

Siamo inglobati in una routine tra casa e lavoro che non ci consente di dedicare a noi stessi uno sguardo diverso e leggero, attento alla natura e alla vita, in genere.

Quella vita che, inesorabilmente, passa se non vista, attenzionata, fissata in un momento. Se non abbiamo il tempo o la possibilità ci pensa l'arte che riproduce o imita la vita. Malgrado il filosofo Platone la condannasse perchè allontana dalla realtà limitandosi a riprodurla, per noi l'arte è vita ed è arte la fotografia che coglie e trattiene momenti di vita.

Marcello Ingrassia, originario di Alcamo da anni ormai gira in motocicletta per la Sicilia e ama fotografarla, per poi diffonderne le bellezze su Instagram. La sua passione per la fotografia non è “strutturata”, ma nasce, come lui stesso afferma «da una trasmissione genetica da parte di mio padre, che era profondamente appassionato».
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Lui, con immediatezza e freschezza, guarda intorno e scatta, quando vede qualcosa che stuzzica il suo senso del bello. La peculiarità è l'uso di un cellulare, che cinque anni fa era di ottimo livello ma che ormai inizia a mostrare i segni dell’obsolescenza.

Non esce a caccia d’immagini, ma ama andare in moto per cercare serenità e relax. Marcello si occupa di intermediazioni bancarie ed è un uomo dall'intelligenza eclettica e brillante che non limita i suoi interessi culturali, ma approfondisce e ricerca in esse la bellezza, sia nelle piccole cose, nei dettagli.

Usa la fotografia per condividere momenti di infinita bellezza che dalle sue immagini traspaiono con immediatezza e gioia, ma con altrettanta lentezza, cura e atttenzione. Il tutto ebbe inizio nel 1990, quando andando in Finlandia senza alcuna preparazione, ne tornò cambiato dentro. I cambiamenti si verificano in un momento della nostra esistenza e prendono spunto da un atto che sembra casuale, ma che non lo è, perchè nell'universo tutto è sincronico.

Così, per raccogliere il suo cambiamento, nasce un primo libro, che è un racconto di esperienze tutte profondamente vere, fino ai nomi citati. Quel libro era stato scritto per una sola persona, poi questa persona si è divertita tanto (e commossa, in parte) a leggerlo, che lo ha spinto a pubblicarlo, facendo vincere all'autore una certa ritrosia a rendere pubblici episodi ed emozioni che erano profondamente personali.

Il secondo libro, invece, è un mix di verità, fiction, ricordi, un viaggio estremamente lento in Sicilia occidentale, basato su posti e persone, atmosfere e culture stratificate, contaminazioni, umanità. Viaggiare è apertura e scoperta, anche quando la meta è un posto conosciuto.

Perché non si conosce mai veramente un posto, così come ogni tramonto è diverso dal precedente pur se guardato una vita dallo stesso scoglio. I primi due libri non contengono neppure una foto, solo parole.

Da qualche giorno è stato pubblicato il terzo libro che, invece, di foto ne ha tante, per l'esattezza cento e ogni immagine ha una micro storia che diventa una cornice in cui inquadrarla.

Marcello, afferma che «la storia non è una didascalia, a volte è uno stato d’animo, a volte una riflessione, a volte una dichiarazione d’amore per un luogo. Non c’è un racconto che procede da un punto di partenza ad uno d’arrivo. Puoi aprire il libro, scegliere l’immagine che più ti stuzzica e leggere le parole a fianco. Poi ripetere l’operazione a caso».

Le sue foto sono state un "divertimento privato", un atto d'amore verso la Sicilia e come tutti gli atti d'amore o sono spontanei o non vivono, ma si consumano e si illanguidiscono. Marcello ama la Sicilia di un amore consapevole, infatti, ne coglie in modo realistico le sue contraddizioni e lati oscuri.

«Non è come la vorrei – afferma - ma in fondo ogni storia d’amore si consuma fra due persone che si attraggono, si piacciono, ma non sono ideali. Hanno spigoli, lati fastidiosi... ma se ci si ama, si superano e la storia va avanti.

Quella con la Sicilia va avanti da decenni. Mi piacerebbe che cambiasse, crescesse. Comunque sia, questo libro è una dichiarazione d’amore che faccio alla Sicilia, ma che faccio con la stessa intensità anche alla vita».

Alla fortuna di esistere come essere senziente, dotato di cuore e della capacità di vedere la bellezza, anzi la Bellezza, quella concettuale, con la maiuscola che paradossalmente, la si trova anche nelle piccole cose quotidiane, nei dettagli. Dobbiamo solo scegliere di vederla, rallentando i nostri ritmi che stupidamente privilegiano produttività ed efficienza, rinunciando a qualcosa in termini di denaro per avere in cambio qualcosa in termini di tempo e di libertà.

«Vado in giro con il mio cellulare - continua Marcello - e ogni tanto lo uso per catturare un momento che mi regala benessere. In bianco e nero oppure pieni di colori, talvolta scene con protagonisti piccoli come una farfalla, altre volte scene vaste come un intero golfo.

Tutte mi hanno dato sensazioni intense, mi hanno fatto ritenere fortunato per averle vissute. Ho provato, nelle mini-storie a corredo di ogni scatto, a renderle pubbliche senza per questo renderle meno private.

In Sicilia, ancor più che nel resto d’Italia, siamo individui che sanno essere meravigliosi. Come popolo però, abbiamo la sciagurata abilità di nascondere il nostro valore dietro atteggiamenti poco nobili e che, con evidenza, fanno male in primo luogo a noi stessi».

Forse l'origine di tutti i mali è un semplice equivoco: se per i popoli migliori la cosa pubblica è di tutti, qui è palesemente di nessuno. Sembra una differenza da poco, ma spiega una quantità di fenomeni che vanno dall’abbandono della spazzatura agli sprechi di denaro pubblico, all’evasione fiscale.

«Vorrei invitare chiunque legga - aggiunge - a cercare la bellezza nel quotidiano, ad amare la Sicilia, dimostrando quest’amore con gesti concreti. Se lo faremo, non deturperemo ulteriormente ciò che è di tutti. Chiariremo quell’equivoco iniziale e ci riscatteremo come popolo.

Se ogni storia d'amore fosse come quella che Marcello Ingrassia ha con la Sicilia, sarebbero storie di lunga durata, storie infinite colte in un attimo, come colpi di fulmine, ma mantenute nel cuore e negli occhi per sempre.

La bellezza della vita, in fondo, la connota l'amore, la passione, il trasporto che si mette in ciò che facciamo, desideriamo, realizziamo e la definizione di tale bellezza dipende solo da noi, dall'animo che abbiamo e dalla tenacia che applichiamo nella quotidianità nel non arrenderci davanti ai problemi, perchè la vita è un coacervo di difficoltà e se ci sottraiamo dall'affrontarle e risolverle, rifiutiamo di affrontare la vita in sè.

La Sicilia aspra e brulla è come una donna complessa e difficile, che deve tutelarsi dai troppi attacchi, ma che nelle pieghe dell'anima serba bontà e calore.
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