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Riportare il siciliano tra i banchi di scuola: il progetto (da mezzo milione) della Regione

Si chiama "Non solo Mizzica", l'iniziativa regionale che ha l'obiettivo di realizzare studi e ricerche sui dialetti e le tradizioni locali negli istituti scolastici dell'isola

Balarm
La redazione
  • 3 aprile 2025

Mimmo Turano, assessore regionale all'Istruzione e Formazione professionale

Mezzo milione di euro per introdurre lo studio della lingua siciliana e delle tradizioni culturali regionali tra i banchi di scuola. È l’obiettivo del progetto "Non solo Mizzica - Il siciliano, la lingua di un popolo", giunto alla seconda edizione e finanziato dalla Regione Siciliana per gli anni 2025 e 2026.

L'assessorato regionale dell’Istruzione e formazione professionale ha emanato una circolare destinata agli istituti scolastici con sede in Sicilia.

Sono due le tipologie di finanziamento per iniziative curriculari ed extracurriculari da realizzare nelle scuole:
- le azioni di "tipo A", che riguardano gli istituti di ogni ordine e grado, da finanziare con un importo massimo di 5.000 euro ciascuna;
- azioni di "tipo B", destinate ai progetti di partenariato tra istituti superiori con un liceo coreutico-musicale nel ruolo di capofila, per un costo massimo finanziabile di 40 mila euro ciascuno.

Le attività possono riguardare, tra l’altro, studi e ricerche sui dialetti locali (anche in collaborazione con università, centri di ricerca, associazioni culturali ed esperti), poesie, detti, canti, nenie, filastrocche, "cunti", secondo i diversi codici espressivi (fonici/uditivi, visivo/gestuali), incontri e giornate studio organizzati anche in forma aggregata tra più scuole.

Meta finale, anche nella seconda edizione, una manifestazione pubblica con artisti siciliani, personalità del mondo della cultura e dello spettacolo in veste di testimonial.

«Con questa iniziativa – sottolinea l’assessore Mimmo Turano – diamo ai nostri studenti l’opportunità di conoscere le tradizioni linguistiche e culturali della nostra terra. Sostenere percorsi di studio della lingua siciliana significa contribuire a “fare memoria”, tramandare conoscenza e riscoprire un patrimonio culturale unico, straordinario e dalle radici antiche».

Il via libera alla seconda edizione del progetto arriva proprio in coincidenza con la "Simana du sicilianu", iniziata lunedì 31 marzo e prosegue sino a domenica 6 aprile. Una iniziativa promossa dall'omonimo gruppo fondato dal siculo-americano di terza generazione Nick Panzarella che afferma: «Chiunque, singola persona o associazione la può promuovere con iniziative in presenza oppure online, sui social».

Quest'anno, così come l'anno scorso, sono numerosi gli influencer e le associazioni che sostengono l'iniziativa, che sui social hà come hashtag #simanadusicilanu.

Tra queste spicca l'Associazioni Unite per la Cultura e la Lingua Siciliana (Auclis), che raggruppa più di venti associazioni che si sono riconosciute nei valori del "Manifesto per la tutela della lingua e della cultura siciliana", firmato a Palermo il 21 febbraio 2024 presso la sala Piersanti Mattarella di Palazzo Reale, sede dell'Ars.
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