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Un “Manuale d’amore” senza mordente

  • 4 aprile 2005

Manuale d’amore
Italia 2005
Di Giovanni Veronesi
Con Carlo Verdone, Luciana Littizzetto, Silvio Muccino, Sergio Rubini, Margherita Buy, Jasmine Trinca, Rodolfo Corsato, Anita Caprioli, Sabrina Impacciatore

In effetti da sempre, il portare avanti una storia d’amore ha comportato non pochi problemi a tutti (uomini e donne indistintamente) soltanto che mentre in tempi ormai trascorsi (si spera ...) il mitico sentimento spesso non era richiesto quale elemento basilare per le unioni, relegandone la presenza fra le pagine della letteratura oltre che nei famosi romanzi “d’appendice”, oggigiorno per fortuna (almeno in occidente ...) si pretende che l’amore con la A maiuscola ci sia. Purtroppo però bisogna dire che ai nostri giorni, in tempi di fast food e take away, le difficoltà perchè tale sentimento possa nascere, crescere e vivere, e poi anche finire ma a tempo debito, ci sembrano molto accresciute e quindi l’idea di un “Manuale d’amore”, come recita il titolo dell’ultimo film di Giovanni Veronesi, non ci sembra poi così sbagliata. Ecco allora un magico audio – book in grado di dispensare opportuni consigli per placare pene e trovare rimedi, suddiviso in 4 argomenti che diventano appunto gli episodi del film: “L’innamoramento”, “La crisi”, “Il tradimento” e “L’abbandono”.

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A questo punto però occorre dire che, nonostante l’ottima cricca di attori (Carlo Verdone, Luciana Littizzetto, Silvio Muccino, Sergio Rubini, Margherita Buy, Jasmine Trinca, Rodolfo Corsato, Anita Caprioli e Sabrina Impacciatore, tutti molto bravi fin nella più piccola parte), l’intrigante struttura narrativa di altmaniana memoria (alla “Short cuts” per intendersi, in italiano “America oggi”, per chi ricorda il bellissimo film del maestro americano delle storie corali) che vede i quattro episodi concatenati dai personaggi che si passano assai scioltamente il testimone della narrazione da una vicenda all’altra (la sceneggiatura è del drammaturgo Ugo Chiti insieme con lo stesso regista), il film non riesce a lasciare alcunché di incisivo nel cuore e nella mente, al di là di qualche dialogo divertente e quattro risate. In realtà manca l’azione drammatica all’interno delle singole storie o, se c’è, è troppo debole. E così non ci spieghiamo perchè un innamoramento debba andare a buon fine ovvero una crisi matrimoniale trovi soluzione o, al contrario, le pene di un marito abbandonato all’improvviso si dileguino: tutto si ricopre di un tacito assenso ad un sicuro buon esito delle vicende. A questa logica piuttosto noiosa però viene meno l’episodio che vede protagonista la brava Luciana Littizzetto (in grado qui di essere più attrice che personaggio, cosa per nulla facile), dove, oltre alle battute ed alle situazioni azzeccate, riesce ad arrivare anche dell’altro. Per concludere, ci sia comunque di conforto il pensare che non c’è proprio nulla da fare: l’animo umano è imperscrutabile e aver cura del fatidico sentimento non è cosa da poco e non c’è manuale che tenga.

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