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Spose come pedine sulla scacchiera delle convenzioni sociali

Un lavoro pregevole quello di Valentina Glorioso, che mette in scena l’immaginario femminile siciliano più atavico con sfrontata eleganza

  • 29 marzo 2004

In occasione dell’inaugurazione dell’installazione di “Sweet Home” all’interno del Parco di Villa Trabia (visitabile fino al 18 aprile, tutti i giorni dalle ore 9 alle 18,30, con ingresso gratuito), Valentina Glorioso - la giovane artista che una giuria internazionale ha decretato vincitrice dell’ultima edizione de Il Genio di Palermo – espone all’Arèa Contenitore Arte Contemporanea di Palermo (piazza Rivoluzione 1) i suoi lavori più recenti, realizzati a cavallo della partecipazione al Genio, in una personale da lei stessa curata, dal titolo “C12 H22 011”,  in mostra fino al 21 aprile, dal martedì alla domenica.

Imbattutasi per caso nelle statuine di Demetra rinvenute dagli scavi di Entella - divenute in seguito argomento della sua tesi all’accademia di Belle Arti Abadir di S. Martino delle Scale - Valentina Glorioso ha ritrovato nei rituali in onore della dea Demetra - istitutrice oltre che dell’agricoltura anche del vivere civile e del matrimonio - l’origine lontana dell’alone fiabesco con cui l’immaginario femminile siciliano circonda il raggiungimento dell’unione matrimoniale. I tessuti candidi che rievocano la verginità e la sacralità dell’evento, il raso nella sua lucentezza tanto preziosa quanto stucchevole e l’argento degli ex-voto compiuti per amore, contrastati dallo smalto sanguigno della unghie, sono gli ingredienti insieme celebrativi e dissacranti di un topos atavico della cultura siciliana che Valentina Glorioso compone all’interno delle sue fotografie dal taglio ravvicinato che sanno catturare il momento culminante, l’attimo in cui gli elementi si uniscono alchemicamente per rivelare un significato nuovo, che in alcuni casi è assenza di significato.

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Le foto delle spose di Valentina somigliano a quelle che giorno per giorno vediamo esposte nelle vetrine degli studi fotografici in giro per la città di Palermo, fotografie di donne imbellettate e addobbate con gusto sovrabbondante e kitsch. Ma Valentina raffredda la svenevolezza ed il sentimentalismo di queste novelle sacerdotesse di Demetra con la fattura algida dai suoi scatti che rifiutano i volti proprio in favore di una spersonalizzazione degli eventi e dei gesti che mira allo svelamento di ciò di stereotipico  e di sordamente convenzionale che nei secoli si è ormai sedimentato nelle modalità odierne di quei rituali arcaici, con un risultato che conquista per la pregevolezza della composizione e l’assunto concettuale quanto mai accattivante e convincente. L’ingresso è gratuito. Per informazioni è possibile contattare Arèa telefonicamente al numero 338.8887303 o via email all’indirizzo contenitorearte@virgilio.it

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