ATTUALITÀ

HomeNewsAttualità

Miss Italia: non tutte le storie hanno un lieto fine

Un amore che nasce tra i banchi di scuola. Giusy Buscemi, siciliana Miss Italia 2012, e Picci si sono lasciati, nonostante le promesse d'amore della reginetta

  • 26 novembre 2012

C’era una volta... La sveglia che suona presto la mattina, i monologhi dei “prof” mentre sei assorto nei tuoi pensieri, gli scarabocchi sul banco, i “pizzini” scritti a mano antenati dei fatidici sms. E poi la ricreazione, l’ora di educazione fisica sotto al sole, le pause in corridoio dopo il “in classe non si parla, vai fuori!”. Le note nel registro, le gite scolastiche, le interrogazioni e i compiti in classe, con annessa disposizione a scacchiera per scopiazzare dai più bravi. E i compagni, unica vera motivazione che ti spinge ad alzarti quando ancora fuori è buio e non hai proprio voglia di andare a scuola. Di solito tutti ne hanno uno del cuore, speciale, magari spesso è anche il tuo compagno di banco, prima ancora che di avventure, e quello di questa favola si chiama Giuseppe Galfano.

Giuseppe Galfano, il nome comune di una persona normale. Se di “normale” si può parlare. Niente di anormale infatti, attenzione, forse di fortuito ed inaspettato. Perché quel Giuseppe Galfano che a ripeterlo ad alta voce non vi ricorda nulla, viene soprannominato Picci. Un nomignolo breve ed affettuoso che entra subito in testa e che identifica non una persona qualunque, ma il fidanzatino di Miss Italia. Anche se forse sarebbe più appropriato dire ex. Sì, perché nonostante promesse strappalacrime, parola d’onore da siciliana doc e riti apotropaici contro il destino infausto dei boyfriend delle reginette d’Italia, Giusy Buscemi ha lasciato Picci.

E lo aveva già lasciato intuire durante un’intervista a tu per tu con Balarm, durante la quale, alla fatidica domanda “E l’amore con Picci?”, si è subito voltata scoraggiata cercando l’appoggio delle amiche del cuore, un appiglio di conforto consacrato anche solo da uno sguardo. Una magra consolazione forse, un rammarico che le incupisce un po’ il volto, ma non la distoglie dagli impegni mondani che la carica di Miss le hanno imposto. Si vocifera persino che diventerà una ballerina di "Ballando con le stelle". Accuse troppo grandi volano al cielo, per essere solo una piccola ragazza di diciannove anni cui il destino ha assegnato “un peso” in più rispetto alle sue coetanee.

Se Picci, fosse stato solo Picci, e se Giusy, fosse stata solo Giusy, della fine della loro storia se ne sarebbero infischiati tutti, più o meno tutti. Due esistenze come tante altre. Ci si incontra in tenera età, si cresce, poi improvvisamente la vita ti scaraventa a terra senza che neppure te ne accorgi. Senza un perché. Credi di condividere gli stessi interessi, di coltivare le stesse passioni e gli stessi amori, pensi di guardare alla vita con gli stessi occhi e di poter urlare che il vostro amore sarà “forever”… Fino al giorno in cui il destino ti pone ad un bivio e ti fa camminare da solo, nel sentiero opposto al suo, in due strade parallele. Com’è che si dice? Come due rette parallele destinate a non incontrarsi mai. Forse. Chissà che un giorno non si possa recuperare quella bella amicizia nata tra i banchi di scuola.

Certo, prima dovrà essere ingoiato il rospo, prima ci si dovrà convincere che è finita “perché doveva finire”. Dovranno essere archiviati i ricordi, conservate le foto, dimenticati gli odori, le carezze e quel “forever”, quello che da adolescenti ti spinge a credere che davvero esista un destino buono che indossa la maschera di un giovane compagnetto di scuola. Quello stesso ragazzo che insieme a lei ha gioito per l’incoronazione di più bella d’Italia, che l’ha consolata per non aver superato i test d’ingresso in medicina, che ha creduto e l’ha incoraggiata quando ha deciso di entrare a far parte della scuola di recitazione della LUISS e, soprattutto, quel ragazzo che non ha mai temuto quella distanza geografica che ha spinto la sua Giusy a lasciare la loro Menfi per trasferirsi a Roma.

Tutto perfetto. Fino al giorno in cui la realtà si smaschera pian piano, dimenticando gli zaini in spalla e le ricreazioni insieme, i pomeriggi a fare i compiti e poi la sera al telefono, le passeggiate a Menfi, il mare, il sole e le vacanze, le uscite con gli amici e da soli, quelle di cui, nonostante il senso di protezione naturale di un genitore, mamma e papà erano contenti. Flash, trucco, calendari, passerelle, tacchi, abitini succinti, ma non troppo, ricci biondi. E il sorriso, sempre con il sorriso stampato sulle labbra, non sia mai che uno scatto riesca ad immortalare una smorfia. Quelle le lasciamo alla sua vita privata. Quella vita un po’ ubriaca di novità che ad oggi va riscritta, senza il the end di una storia d'amore come un'altra andata male, piuttosto partendo da un foglio bianco. Come una nuova favola. C’era una volta Giusy Buscemi, la chiamavano Miss Italia…

Ti è piaciuto questo articolo?
Seguici anche sui social
Iscriviti alla newsletter
Cliccando su "Iscriviti" confermo di aver preso visione dell'informativa sul trattamento dei dati.

GLI ARTICOLI PIÚ LETTI