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Marta sui tubi: chitarra e voce, ironia e talento

I Marta sui tubi sono la dimostrazione vivente (e crescente) che una buona dose di talento e di idee possono trasformare un’aspirazione in qualcosa di concreto

  • 29 dicembre 2003

Chitarra e voce, come la più rustica delle ricette. Potrebbe risultare un po’ riduttivo, ma questo non è certo il caso dei Marta sui tubi, due ragazzi di Marsala, trapiantati a Bologna (ma da pochissimo trasferiti a Milano) dove hanno dato il via al progetto che li sta portando in giro per l’Italia, in una collezione di successi per la loro appena nata carriera. E ora è il momento di tornare a casa, in Sicilia, con l’orgoglio di chi è andato via per seguire i propri sogni e ora torna da vincitore. Il duo infatti (per l’occasione in trio con il supporto della batteria) suonerà a Palermo martedì 30 dicembre alle 22 all’Agricantus (via XX Settembre 82/a), ingresso gratuito.

I Marta sui tubi sono la dimostrazione vivente (e crescente) che una buona dose di talento e un mucchio di idee in circolo possono bastare per trasformare un’aspirazione ambiziosa in qualcosa di concreto e produttivo. Ironico e a tratti geniale, il loro personalissimo stile cantautotale, acustico con un pizzico di nonsense si basa sulla destrutturazione dei canoni classici della tradizione folk siciliana, ballate d’autore che vengono reinventate nell’incontro con le sonorità più moderne del miglior pop anni 90 e qualche spunto grunge cattivo ed efficace. Questo grazie alla versatilità della chitarra che in questo caso non solo accompagna, ma batte il tempo, scandisce le cadenze e si fa musica al di là dello strumento musicale. E musica, così, diventano anche una scatola di metallo, lampadine, centesimi di euro, piatti di plastica e altri esempi di un rumorismo beffardo e sperimentale, come ottimo condimento della struttura essenziale del duo.

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Ma una delle caratteristiche più accattivanti è l’originalità dei testi, spassosi e pungenti, più che cantati “recitati” da Giovanni Gulino (voce) capace di lanciarsi in velocissimi scioglilingua ricchi di giochi di parole, e contemporaneamente di offrire uno stile canoro caldo, potente e a tratti urlato.
Giovanni Gulino (voce) e Carmelo Pipitone (chitarra e doppie voci) si conoscono nell’estate del 2002, si scambiano i demo acustici dei rispettivi progetti acustici e decidono di fare musica assieme. Nell'ottobre del 2002 i due, trasferitisi a Bologna per lavoro, danno vita al progetto Marta Sui tubi, mettendo insieme un repertorio di una trentina di brani inediti e anche qualche cover di Jeff Buckley, Violent Femmes, Nick Drake, Gomez, Bugo. Per tutto l'inverno suonano nei pub di Bologna coinvolgendo un numero sempre crescente di ascoltatori. Nel frattempo scrivono altre nuove canzoni via via propongono nel live act.

In gennaio i Marta Sui tubi hanno pronte 11 canzoni che registrano in low fi con un microfono. Poi contattano Fabio Magistrali, di cui avevano apprezzato la produzione dell'ultimo album di Bugo, che entusiasta accetta il ruolo di produttore artistico. Le registrazioni per l'album d'esordio vengono ultimate in marzo 2003. In luglio la band firma per Ecletic Circus records che da poche settimane ha pubblicato il loro primo album “Muscoli e dei”.

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