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FlamenJazz, ritmi calienti evocano paesaggi lontani

Lo spettacolo è una vera esplosione di sensi, tale che il pubblico a stento riesce a tenere ferma la gamba nei momenti di maggiore concitazione

  • 2 dicembre 2003

Prendete dei canti popolari spagnoli con le parole di uno dei più grandi poeti del nostro secolo come Garcia Lorca, mescolateli con una buona dose di jazz ad alti livelli di virtuosismo e sperimentazione, aggiungete i movimenti sensuali di due ballerine di flamenco e infine battete le mani a tempo di musica: suona come una formula magica, e in effetti l’atmosfera che i FlamenJazz hanno saputo creare al Ccp Agricantus di Palermo, giovedì 27 novembre, ha avuto quel tocco di meraviglia tipico degli esperimenti riusciti. Man mano che il concerto proseguiva, aumentava inevitabilmente il coinvolgimento di quei ritmi calienti, tali da evocare paesaggi lontani, spiagge mediterranee o vicoli soleggiati nascosti da qualche parte in qualche paesino andaluso, complice una scenografia ad hoc che ripropone la struttura classica del patio alla spagnola.

Lo spettacolo è una vera esplosione di sensi, tale che il pubblico a stento riesce a tenere ferma la gamba nei momenti di maggiore concitazione, finendo inconsapevolmente per accompagnare in silenzio quella musica travolgente. Uno di questi momenti è ad esempio l’andaleo, canto popolare risalente ai repubblicani che combattevano contro il regime di Francisco Franco: una ballata che parte con le sole percussioni sulle quali volteggia in maniera decisa la ballerina, accompagnando ogni urlo di incitamento con un gesto deciso delle braccia e un colpo di tacco sul pavimento in legno (secondo la classica tecnica del Taconeo, l’uso percussivo dei piedi), poi, dopo il riscaldamento dell’incipit ecco l’ingresso in perfetto stile degli arrangiamenti jazz che vanno ad armonizzarsi senza forzature – e questo non è certo cosa semplice – sulla ritmica classica del compas di flamenco.

Insomma “pura forza che scaturisce dalle viscere dell’io” , per citare lo stesso Garcia Lorca. Ma i FlamenJazz dimostrano anche di sapere rapire il pubblico con atmosfere lente, dolci come una ninna nanna, toccanti come un pianto, e questo soprattutto grazie all’abilità dei musicisti, impeccabili nel passare da genere in genere, da emozione in emozione, ma anche alla bravissima cantaora Alejandra Bertolino Garcia che riesce con la sua interpretazione a guidare di volta in volta il pubblico nella comprensione del pezzo.

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