Censis: i giovani siciliani non studiano né lavorano
Sconfortanti i dati dell'ultima indagine Censis: un'alta percentuale di giovani siciliani non studia né lavora. Diffuso il fenomeno della dispersione scolastica
Cattive notizie dall'ultima indagine Censis: i dati raccolti nell'ambito di "Di.Sco.Bull", progetto promosso in collaborazione ministeri dell'Interno e dell'Istruzione, rivelano che il 26% dei giovani siciliani tra i 18 e i 24 anni non ha conseguito il diploma e può considerarsi fuori da qualsiasi circuito educativo, poiché non frequenta scuole, né istituti di formazione professionale. Lo studio è stato finanziato con fondi europei del Pon Sicurezza per lo Sviluppo, e riguarda le quattro regioni del'"Obiettivo Convergenza" (Puglia, Campania, Calabria e Sicilia).
L'indagine mostra un quadro preoccupante: un giovane su quattro si ferma in Sicilia a livelli di scolarità medio-bassi; gli indici di dispersione scolastica degli ultimi anni hanno registrato minimi segnali positivi nei percorsi tecnico-professionali e un peggioramento nei licei: la situazione è decisamente più negativa negli istituti artistici e professionali, dove il 22,7% degli iscritti abbandona gli studi al primo anno, mentre il 35,6% al biennio.
Le statistiche che riguardano la Sicilia si inseriscono in un contesto economico e occupazionale molto debole: nell'isola è infatti molto elevata la presenza di giovani che non studiano né lavorano, che arrivano al 35,7% nella fascia di età tra i 15 e i 29 anni, per superare il 36% se si considera solo la componente femminile. Molto elevate anche le percentuali relative alla presenza di ragazzi in possesso di livelli minimi di competenza nella lettura, in matematica e nelle scienze, pari al 31,4% e al 32,7%.
Il problema della dispersione scolastica si configura come una vera a propria emergenza sociale: un giovane siciliano su quattro rimane infatti fermo a livelli di scolarità medio-bassi. La Regione ha messo in atto interventi per arginare il fenomeno riuscendo a far diminuire, dal 2004 al 2009, il tasso di drop-out di quattro punti percentuali.
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