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Li sa tutti a memoria e adesso li vende (a Palermo): ecco a voi, il Signor "25mila libri"

Giuseppe, classe 1956, ha una carriera di "accumulatore seriale" di tutto rispetto. Il suo primo affare fu un blocco di 1300 libri, acquistati da un collega. Il resto è storia

Susanna La Valle
Insegnante e scrittrice
  • 23 dicembre 2020

Il signor 25mila libri

È un dato di fatto che in certi momenti si legge di più. Io non solo leggo, ma amo profondamente i libri. I miei, più di mille, sono 50 anni che mi accompagnano in ogni trasloco di casa, città, regione. Scatole pesantissime che hanno fatto "santiare" famigliari e amici.

Una passione morbosa che si accompagna ad attacchi di abibliofobia (paura di restare senza libri), curata dall’acquisto di nuovi. Ai tempi della prima pandemia ho realizzato un programma ed ho recensito, catalogato, collocato e accarezzato tutti i miei volumi, giurando a me stessa che mai e poi mai ne avrei comprati di nuovi, se non in formato digitale.

Le mie librerie erano tutte sold out.

Ma, in una splendida giornata di settembre passeggiando alla Marina, sono stata attratta da una bancarella, uno splendore era lì per me - Viaggio in Sicilia - di Guy De Maupassant. Mentre mio marito mi strafulminava con lo sguardo, un signore di là dal banchetto mi sorrideva dicendo: “Signora ha fatto una buona scelta“.



Era Giuseppe, classe 1956, il signor 25.000 libri. Dopo esserci capiti e riconosciuti nella nostra comune follia abbiamo fatto amicizia. Giuseppe è di Pioppo, un paesino sopra Monreale, dalle sue colline nasce il fiume Oreto.

Mi racconta che il suo primo “libro” è stato il nonno Filippo, nato nel 1896, che vicino al braciere raccontava anno dopo anno ai nipoti le stesse storie, ripetendo le stesse parole. Da bambino, Giuseppe pensava che fossero frutto della fantasia del nonno, salvo poi accorgersi che quelle storie erano già sui libri con le stesse parole e descrizioni del nonno analfabeta.

Dalla sua prima lettura di El Cid alla scuola elementare, la passione è man mano cresciuta fino al 1971 quando, nella ditta dove lavorava, uno dei titolari (bibliofilo) incominciò a prestargli libri antichi. «Da quel momento iniziò la mia ricerca di libri particolari e rari».

All'inizio comprava nei mercatini poi, tramite ditte di trasloco, prese informazioni su libri che privati lasciavano, offrivano o vendevano a stock. Fu così che incomincio la sua carriera di “accumulatore seriale”, come lo definiscono in famiglia.

Da autodidatta (il diploma di perito agrario lo prenderà a 60 anni alla scuola serale) incominciò a studiare le riviste, chiese informazioni a bibliografi, frequentò piccole librerie, trovandosi sempre al momento giusto nel posto giusto.

Il primo affare fu un blocco di 1300 libri, acquistati da un collega, seguito da 6000 volumi presi in una biblioteca privata e portati via con un camion (due viaggi e 1000 scatole). Quando gli chiedo se tutti i libri che trova sono di valore risponde: «Basta che ce ne sia anche uno solo, acquisto tutto».

Ed è così che, a gruppi di 400, 500, 1000 libri, è arrivato a possederne 25.000, conservati in due costruzioni vicino la sua casa, dove ha ricavato delle stanze.

Quando gli chiedo che programma usa per la catalogazione, candidamente mi dice che li ricorda tutti a memoria: «Li ho raggruppati per settore, tema e alcuni anche per case editrici, pur nel disordine riesco comunque a trovare quello che cerco o quello che cercano gli altri, perché probabilmente anche nel disordine c’è un ordine segreto».

Mi racconta poi dei suoi acquisti preziosi: «Ho avuto la prima edizione del Gattopardo del 1958. Come si sa il libro è postumo, nessuno voleva pubblicarlo, ma Feltrinelli capì che era un capolavoro, tanto che 2000 copie andarono a ruba lo stesso giorno in cui arrivarono».

Altro tesoro la prima edizione del Dottor Zivago del 1957 e "Il fu Mattia Pascal" del 1904, che però oggi si trova in Canada.

Ha deciso, infatti, di incominciare a venderli: «Nel 2013 la ditta in cui lavoravo ha trasformato il mio contratto in part-time, dopo quasi 40 anni di lavoro. Non nego che è stato difficile e, se la passione per la campagna mi ha portato a rimboccarmi le maniche (la zappa e un libro sono i miei amici da sempre), il maggior tempo libero mi ha permesso di fare un po' d’ordine tra i miei libri; in quel momento ho capito che possedevo un patrimonio.

Mi sono reinventato antiquario. Ho avviato così una vendita di libri online e quindi una domenica mattina ho portato con me un centinaio di libri al famoso Mercato d’Antiquariato a Piazza Marina per venderli».

Tra i libri più particolari possiede un "Vademecum di un visitatore nei luoghi dove si svolsero le operazioni militari di Giuseppe Garibaldi, dall'arrivo a Renda all'assalto di Palermo nel 1910".

Conosce il contenuto e il valore di tutti i suoi libri e li restaura con un piccolo telaio, anche se dice che i libri «è meglio non toccarli». Saluto Giuseppe dopo il mio acquisto, convinta di rivederlo a Natale, ma non sarà così per i noti motivi.

Se, come un’indagine ha rilevato, durante la prima ondata pandemica era salito l’acquisto di libri, è probabile che crescerà ulteriormente con queste festività così particolari.

Sarebbe bello però fare attenzione a quale libro si compra o regala, senza essere distratti o frettolosi, ascoltare i consigli, comprare un classico magari in un’edizione particolare o antica; questi libri non saranno mai doppioni.

E se qualcuno sta pensando di andare a controllare la data di pubblicazione del suo "Gattopardo", sappia che l’ho fatto anch’io, con emozione e ansia, sfogliandolo nella speranza di un’improvvisa fortuna, ma il mio è datato 1961. Pazienza, il libro è comunque un capolavoro da leggere e rileggere.
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