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Il simbolo della trasformazione: l'oroscopo dello Scorpione, il segno dell'energia pura

Le sue caratteristiche sono di difficile delineamento in quanto, per essere comprese, bisogna ricorrere ad astrazioni. Ecco l'oroscopo dello Scorpione a cura di AstroNaufragi

Nina Ferruzza
Astrologa e danzatrice
  • 16 novembre 2020

Re oscuro dell’autunno, delle profondità della psiche e della terra, lo Scorpione è il segno dell’energia pura, priva di forma, incaricato di portare in luce l’anima.

Novembre. Il sipario del mondo si apre su piogge intense e cieli grigi. La vegetazione si mostra nel suo stato di silenziosa quiescenza – in un’apparente non vita. I paesaggi non sono più nitidamente visibili: non più baciati dalla generosa luce solare, bensì avvolti da fitti strati di nebbia che stemperano i contorni e le forme.

Possiamo catturare solo impressioni, sagome sbiadite, come nel mito della caverna di Platone: sappiamo che al di fuori vi sia la realtà ma a noi è consentito coglierne solo le sue proiezioni, ombre. Siamo invitati quindi a dubitare, a speculare. Le ultime foglie precipitano dagli alberi e si accumulano nel terreno formando ammassi di umido humus. È tempo di rigenerazione: il terreno si sgretola, si distrugge, amalgama, confonde, per divenire poi nuovamente fecondo.



Siamo immersi nel temporaneo crepuscolo del mondo, solo una possibilità ci è concessa: la deliziosa e struggente revisione e rigenerazione della nostra anima. La logica vorrebbe appigliarsi alle cose, ma non gli è permesso. Non ci resta che buttarci a capofitto nel nostro tunnel interiore, alla ricerca dell’unica cosa, imperitura, che resta: l’essenza.

In questo intenso scenario fa la sua comparsa lo Scorpione, segno fisso d’acqua, legato al pianeta Plutone. Le sue caratteristiche sono di difficile delineamento in quanto per essere comprese bisogna ricorrere più che a eventi reali, semplici e lineari, ad astrazioni: al mondo delle potenzialità e delle arzigogolate fantasie che la mente.

Questa complessità è suggerita dall’accostamento del segno al suo primo signore Plutone, re degli inferi, colui che presiede al mondo dell’ombra e dell’invisibile, allo sgretolamento delle forme, alla potenza fisica concentrata e strabordante: a tutto ciò che appare quando si sospende il continuum della vita biologica e si lascia parlare l’autentico cuore dell’esistenza, l’anima.

Lo Scorpione - in linea con l’oscurità della stagione invernale - si occupa dei contenuti di difficile accettabilità per il singolo individuo e la società intera: il suo compito è quello di sdoganare ogni tabù - che sia di tipo sessuale, religioso, etico o familiare. Qualunque discorso esuli dai confini eretti dalla civiltà suscita in lui un’attrazione fatale, sempre pronto com’è a lanciarsi in questioni spinose in modo poco politicamente corretto.

Ben lungi dall’essere hobby perverso, vederci chiaro è per lui essenziale: arrivare alla verità nuda e cruda delle cose, senza lasciarsi irretire da falsi miti e credenze che spesso, distorcendo la realtà, assopiscono la coscienza dei ben pensanti. La legge dell’essere sovrasta quella del benessere: ogni conforto illusorio è respinto.

Questa lucida attività mentale è favorita dalla esaltazione del pianeta Mercurio – acume intellettivo – che porta penetrazione psichica negli antri profondi della terra scorpionica: a tal punto da farlo diventare il segno dei detective, degli psicanalisti e nei casi più nefasti dei serial killer.

Il minimo comune denominatore di queste figure sta nel saper maneggiare contenuti ad alta densità emotiva con opportuno distacco: questa attitudine a razionalizzare e non scandalizzarsi è fonte di gioie e dolori per lo Scorpione.

Infatti se da un lato gli conferisce plasticità nel confronto con gli altri, dall’altro a livello personale diviene una strategia di distanziamento dalle proprie emozioni, vissute come troppo intense e quindi intellettualizzate, sminuzzate, tagliuzzate e lasciate a decomporsi nelle periferie del cuore.

In effetti il termometro emotivo dello Scorpione è perennemente scosso da passioni furibonde. Marte gioca un ruolo decisivo nell’alzare l’eros e l’aggressività anche se, a differenza dell’Ariete dove esso gioca un ruolo impulsivo e immediato, nello Scorpione questa energia acquista profondità, diventa occulta e strategica. Questo grazie anche alla presenza di Mercurio, che trasmuta il furore dell’azione in potenza psicologica ed intellettuale.

Nell’introversione portata all’estremo e nell’introspezione nervosa si regge questa dinamica tipicamente Scorpionica – un po’ tantrica – di trattenere la pulsione per poi lasciarla esplodere al momento opportuno. Seguono lo stesso funzionamento la bomba atomica e gli ammassi rocciosi di lava che vengono espulsi dal vulcano: piccoli ma concentratissimi e così potenzialmente devastanti.

Non stupisce che proprio la sessualità, l’erotismo e l’attaccamento emotivo siano i temi dominanti del segno, in comune con l’opposto Toro. Quest’ultimo, nella sua quiete bucolica, predilige un approccio alla fisicità più spontaneo, quasi fisiologico e in linea con la vita affettiva.

A differenza dello Scorpione che invece riversa in essa tutti i chiaroscuri che attraversano il suo cuore e la sua mente, in primis il rapporto travagliato con le emozioni. Il corpo dunque non è più solo un corpo, ma si tinge di valenze e significati ulteriori, sui quali egli intreccia le sue fantasie più spinte.

Tuttavia queste sono spesso e volentieri un modo per divergere, per allontanarsi da quello che più teme in assoluto: l’essere totalmente assorbito dal suo stesso desiderio per l’altro, dal quale è fatalmente rapito. Nasce da qui il bisogno di manipolare il partner o di travolgersi in più avventure nelle quali egli, Tinto Brass della situazione, possa orchestrare la situazione come registra, attore e voyeur.

Lo Scorpione desidererebbe garantirsi la sicurezza emotiva e dello spirito: ma per giungere a questo livello, di agognata pace, deve attraversare dure prove iniziatiche, a partire dalla dissoluzione di ogni certezza sino alla rinuncia del controllo mentale. Ciò che realmente conta di questo viaggio è affidarsi unicamente alla potenza dell’essere: alla forza straripante dell’istinto che si trasmuta in energia creativa e feconda.

Egli deve accettare però che per essere è necessario sostare nelle proprie oscure pieghe interiori, per poi rinascere attraverso di esse, ritornare alla luce: guarire.

La morte non è un fenomeno fisico: è solo un accadimento, temporaneo, che ci porta altrove: nel nostro intimo. È una scusa per diventare noi stessi, per vivere secondo la nostra vera natura, al di là di ogni convenzione.
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