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È nato in Belgio ma il suo cuore è Rosanero: la storia dell'abbonato più lontano di tutti

La sua famiglia è tifosa delle grandi squadre di calcio come il Milan o la Juventus, ma lui non ci sta: si sente siciliano e vuole tifare per una squadra siciliana

  • 24 settembre 2019

Luigi Miceli

Anche se il suo nome è sicilianissimo, Luigi Miceli è nato ad Aalst, una cittadina che si trova nella parte fiamminga del Belgio: ha la stanzetta decorata a tema rosanero e ogni anno dal 2005 è torna a Palermo per seguire qualche partita della "sua squadra" fino a quest'anno, che ha scelto di optare per l'abbonamento.

La "sicilianità" di Luigi trova origine in suo padre, che è agrigentino (di Racalmuto): e anche se il papà, come tutta la famiglia, è tifoso delle squadre di calcio come il Milan e la Juventus, Luigi aveva appena 16 anni (nel 2004) quando ha capito di sentirsi siciliano e di voler tifare per una squadra siciliana.

Così ha fatto delle ricerche e ha scoperto l'esistenza del Palermo Calcio (che a quel tempo giocava in Serie A): è in quel momento che comincia a seguire la squadra con entusiasmo per una stagione interae l'anno dopo acquista un biglietto aereo per raggiungere Palermo per seguire dal vivo la sua prima partita (era Palermo - Juventus) allo stadio Renzo Barbera.
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Da allora l'amore rosanero è sempre cresciuto. «Quest'anno tornerò al Barbera più volte - racconta il tifoso, che parla un italiano misto al dialetto siciliano - la squadra ha bisogno di una tifoseria forte per tornare in serie A, e io ci sarò a supportarla». Il suo abbonamento è per un posto nella curva Nord, circondato da centinaia di tifosi con cui ormai è diventato amico.

Luigi è anche un collezionista di oggetti del Palermo Calcio: possiede diverse maglie autografate dai calciatori tra cui Dybala e Diana, o anche i guanti di Sorrentino, cartoline storiche degli anni Cinquanta e Sessanta e dischi antichi, palloni, sciarpe.

Come tutti i tifosi del Palermo ha vissuto diverse tribolazioni dopo la retrocessione «Ho avuto il cuore in gola durante l'ultima partita con il Cittadella - racconta Luigi - poi siamo retrocessi in serie B, poi la C, adesso siamo in D. Ma come dice uno dei nostri cori da stadio, "non importa se siamo falliti ieri siamo aquile e siamo fatti per volare", torneremo ancora in serie A».

Ammira molto il nuovo presidente: «Dario Mirri è un tifoso ed è di Palermo - aggiunge - e questo è importante perché lui aiuta la squadra. Auguro al Palermo di avere un po' di fortuna, perché giocare bene è importante ma nella vita occorre anche un po' di fortuna e spero che loro l'abbiano perché sono tutti giovani e bravi. Io sarò in curva ad urlare e a fare il tifo per loro».
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