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Non solo grandi eventi: vi spieghiamo perché il Primo Maggio si festeggia in tutto il mondo

Nelle piazze di tutta Italia si sono sempre svolte manifestazioni, ma quello che conta è ricordare perché esiste questo giorno di festa dedicato ai lavoratori

Balarm
La redazione
  • 1 maggio 2019

Battaglie operaie, conquista dei diritti, leggi rivoluzionarie che sono state inserite dopo lunghe vicissitudini: la "Festa dei lavoratori" viene celebrata il primo maggio di ogni anno in diversi Paesi del mondo, non soltanto in Italia, per ricordare le lotte di uomini e donne.

In particolare il Primo maggio si festeggia la riduzione dell'orario di lavoro (scopri gli eventi del primo maggio in Sicilia).

Tutto il mondo ha iniziato a celebrare la legge circa la riduzione dell'orario di lavoro approvata nel 1867 negli Usa. La prima volta che si scese per le strade fu a New York nel settembre del 1882 e, nel 1884, una seconda manifestazione segnò che da quel momento in poi si sarebbe festeggiato annualmente mentre in comune accordo diverse organizzazioni sindacali decidevano di organizzare le manifestazioni ogni primo maggio.

Perché questa data? I primi giorni di maggio del 1886, a Chicago, sono conosciuti come "rivolta di Haymarket".

Era il 3 maggio quando i lavoratori in sciopero si ritrovarono all'ingresso della fabbrica di macchine agricole McCormick e la polizia, chiamata a reprimere l'assembramento, sparò sui manifestanti uccidendone due e ferendone diversi altri. Per protestare contro la brutalità delle forze dell'ordine gli anarchici locali organizzarono una manifestazione da tenersi nell'Haymarket Square, la piazza che normalmente ospitava il mercato delle macchine agricole.
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Questi fatti ebbero il loro culmine il 4 maggio quando da una traversa fu lanciata una bomba che provocò la morte di sei poliziotti e il ferimento di una cinquantina. A quel punto la polizia sparò sui manifestanti. Nessuno ha mai saputo né il numero delle vittime né chi sia stato a lanciare la bomba. Fu il primo attentato alla dinamite nella storia degli Stati Uniti.

Nell'agosto del 1887 fu emessa la sentenza del tribunale che condannava a morte (pena poi commutata in ergastolo) alcuni degli anarchici e mentre il cancelliere Otto von Bismarck proibiva tutte le manifestazioni in favore degli accusati di Haymarket, otto uomini vennero condannati per il fatto di essere anarchici e sette di loro condannati a morte.

A novembre furono impiccati a Chicago e le ultime parole pronunciate furono "Salute, verrà il giorno in cui il nostro silenzio sarà più forte delle voci che oggi soffocate con la morte!", "Viva l'anarchia!" e "Lasciate che si senta la voce del popolo".

Non appena si diffuse anche in Italia la notizia il popolo livornese si rivoltò: prima contro le navi statunitensi ancorate al porto e poi contro la Questura, dove si diceva si fosse rifugiato il console degli Stati Uniti.

L'allora presidente degli Usa Grover Cleveland ritenne che la festa del primo maggio avrebbe potuto costituire un'opportunità per commemorare questi episodi.

In Europa il primo maggio come festa fu ufficializzato dai delegati socialisti della Seconda Internazionale riuniti a Parigi nel 1889, in Italia la festa fu ratificata solo due anni dopo.

Tra i primi documenti della festa in Italia, esiste un flmato del 1913 del produttore Cataldo Balducci: è il documentario sul primo maggio ad Andria, celebrazione indetta dalle classi operaie, e riprende uomini festeggiare per le strade.

Durante il ventennio fascista, a partire dal 1924, la celebrazione fu anticipata al 21 aprile per farlo coincidere con il "Natale di Roma", divenendo per la prima volta giorno festivo con la denominazione "Natale di Roma – Festa del lavoro" ma con la fine della guerra, nel 1945, la festa fu riportata al primo maggio.

Nel 1947 la ricorrenza venne funestata a Portella della Ginestra, Palermo: storico e tragico eccidio avvenuto nella località montana.

Una folla di circa duemila contadini, composta da uomini, donne, bambini e anziani si riunì a Portella della Ginestra per celebrare la Festa del Lavoro ma su di loro si scaricò il fuoco del bandito Salvatore Giuliano e dei suoi "picciotti". Caddero sotto le raffiche della mitragliatrice undici persone e più di cinquanta furono i feriti.

Sul luogo della tragedia ora sorge un Memoriale a opera dell'artista Ettore de Conciliis: su pietre di grandi dimensioni poste attorno al "Sasso di Barbato" - dal nome del socialista Nicola Barbato - sono incise numerose iscrizioni.

Dal 1990 i sindacati confederali CGIL, CISL e UIL, in collaborazione con il Comune di Roma, organizzano un grande concerto per celebrare il primo maggio e - ma lo sappiamo più o meno tutti - ancora oggi la manifestazione si tiene in piazza di San Giovanni in Laterano e vede la partecipazione di molti gruppi musicali e di cantanti.
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