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Come Romeo e Giulietta ma più tragica: la storia del bacio eterno scolpito dall'Etna

La leggenda dello scoglio degli eterni amanti narra di un amore che ha il sapore della tragedia, di quelli che lasciano l'amaro in bocca ma anche un'atmosfera sognante

Federica Cortegiani
Giornalista pubblicista
  • 24 febbraio 2020

Lo scoglio degli eterni amanti sul lungomare di Catania (foto Facebook - Obiettivo Catania)

Un "Romeo e Giulietta" in versione siciliana, una storia d'amore che ha il sapore della tragedia, di quelle che lasciano l'amaro in bocca ma che regalano allo stesso tempo un'atmosfera a tratti sognante. Una storia ricca di sentimenti e di dolori, come ogni leggenda che si rispetti.

Il protagonista della storia è uno scoglio che si affaccia sul lungomare di Ognina, la passeggiata della costa catanese più amata e frequentata. Il suo nome - lo scoglio degli eterni amanti - ci dà già qualche indizio sulla storia che stiamo per leggere. Una storia che però non ha alcun fondamento storico, ma che è nata quasi per scherzo anni fa su un gruppo Facebook "Sei catanese se..." citata da Daniele Cannata.

La leggenda racconta dell'amore tragico tra due giovani. Un amore reso impossibile dalle differenze sociali e di carattere economico dei due protagonisti, ostacolato dal padre di lei e segnato da un destino subdolo.
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La leggenda è stata ripresa e raccontata da Milena Palermo, studiosa e divulgatrice della storia e della cultura catanese attraverso la sua pagina facebook Obiettivo Catania.

«In una (im)perfetta dualità la storia ci racconta di lei, ricca e magnifica - scrive Milena - e di lui, di sentimenti gentili, ma squattrinato. E ancora, ci racconta del padre della fanciulla e dei suoi tentativi per ostacolare quell’amore puro e sincero.

La ragazza, promessa a un ricco notabile catanese, non poteva frequentare l’innamorato. Il padre si oppose con tutti i mezzi. Fece di tutto per sabotarlo, arrivando a proporre uno strano e maligno compromesso. Il giovane avrebbe potuto sposare l’amata se fosse riuscito ad arricchirsi nell’arco di cinque anni. La proposta, subdola e meschina, fu accettata e il giovane partì alla ricerca di fortuna.

Il giovane uomo, allo scadere del quinto anno tornò a Catania. Era riuscito a fare fortuna e le ricchezze, finalmente, non gli mancavano. Aveva lottato strenuamente per il suo amore e non vedeva l’ora di avverare i suoi desideri».

Il destino però non fu dalla sua parte. L’amata infatti si era già sposata proprio con quel ricco notabile proposto dal padre. Tanta era la rabbia e la delusione che il giovane, dopo la richiesta (rifiutata) di un ultimo bacio all'ormai sposa perduta, morì di estremo dolore.

La leggenda, però, non finisce qui e riserva ancora alcune sorprese.

«Al suo funerale - racconta ancora Milena - si presentò una donna vestita di nero e con il viso coperto da una veletta che suscitò stupore e curiosità tra i presenti. La donna si avvicinò al giovane defunto, alzò il drappo e concedendogli un bacio morì all'istante.

Secondo la leggenda fu la dea Etna a scolpire tra gli scogli quell’ultimo bacio dopo una colata lavica. Eterno monito d’amore.
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