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C'è un motivo se in Sicilia si leggono pochi libri: uno studio lo dimostra, ecco perché

Sono stati registrati gli ultimi dati sulle capacità di lettura di noi siciliani, provenienti dall’Associazione Italiana Editori: vi sveliamo il nuovo studio, ecco tutti i dettagli

Aurelio Sanguinetti
Esperto di scienze naturali
  • 5 aprile 2025

Indice di lettura in Sicilia

Gli ultimi dati sulle capacità di lettura di noi siciliani, provenienti dall’Associazione Italiana Editori, sono davvero impietosi.

Sapevamo già che il nostro popolo era fra quelli che leggevano di meno in Italia, tuttavia ora il divario con il resto del paese – e in particolare con le province del Nord – e gli altri paesi europei rischia di divenire insormontabile, per colpa non solo dell’abbandono scolastico, ma soprattutto per via della stessa difficoltà di accesso ai libri, con la chiusura di centinaia di edicole e di librerie in tutto il territorio regionale.

La situazione delineata dalle varie percentuali presentate dall’AIE è davvero drammatica. Nel sud Italia solo il 62% della popolazione ha aperto almeno un libro nell’ultimo anno, mentre in Sicilia il dato è ancora più drammatico: esso si assesta al 60%.

Bisogna poi ricordare che “aprire un libro” non vuol dire riuscire a leggerlo tutto e poi bisogna anche valutare di quale testo si sta parlando, con tutto il rispetto per i ricettari, per le biografie dei vari influencer e per le raccolte di barzellette.

Nel Sud e nelle Isole, inoltre, si registra una più alta percentuale di lettori occasionali, che si limitano a leggere un massimo di 3 libri all’anno.

Essi risultano il 37% dei lettori, mentre la percentuale di lettori abituali che leggono anche più di 12 libri all’anno è in linea con il centro nord. Si tratta dell’8% del totale di tutti i lettori.

Ugualmente drammatica la situazione dei quotidiani e delle riviste.

Come indicato dagli stessi direttori di giornale, le vendite dei giornali continuano a diminuire e ci sono dei territori centrali della nostra regione che sembrano possedere poche decine di lettori, quasi tutti anziani che presentano delle difficoltà nell’usare il web.

Anche il patrimonio librario delle nostre biblioteche risulta essere carente. Esso è molto vecchio e sottodimensionato rispetto alle collezioni delle biblioteche del settentrione.

Si sta parlando di circa 1763 libri per mille abitanti contro i 3244 volumi disponibili nel centro nord.

Ciò non vuol dire che la Sicilia e le altre regioni del sud Italia non presentano collezioni bibliografiche di pregio.

La stessa presenza di numerosi archivi statali e regionali nel nostro territorio va contro questa semplicistica lettura, ma come si può immaginare queste collezioni dispongono di volumi alquanto superati e non aggiornati.

Infine è da segnalare anche il ridotto numero di accessi alle biblioteche. All’interno della nostra regione su ogni mille abitanti si registrano poco meno di cento accessi alle biblioteche, contro la media italiana, che è di circa 568 accessi.

Molto distante la media del centro nord, che si attesta ai 774 accessi.

In questo scenario desolante bisogna tuttavia valorizzare alcuni importanti segnali di speranza.

La maggioranza dei lettori siciliani risulta più giovane di 25 anni (i lettori dai 15 ai 17 anni sono l’86%, mentre quelli dai 18 ai 24 anni il 79%).

Mentre buona parte della popolazione siciliana si ritiene insoddisfatto dell’offerta culturale presente all’interno della propria regione e spinge per una valorizzazione del mercato librario interno.
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