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Botteghe, bar e un murale che dà speranza: a Caltanissetta si respira voglia di rivalsa

La Provvidenza è uno dei più antichi quartieri della città e da anni si trova in uno stato di degrado. Eppure qui abitano e lavorano tante persone con voglia di rivalsa

Roberta Barba
Storico dell'arte
  • 19 dicembre 2020

Il murale di Igor Scalisi Palminteri nel quartiere Provvidenza di Caltanissetta

Provvidenza: si chiama così uno dei più antichi quartieri della città di Caltanissetta. Abbastanza grande, il quartiere è sviluppato su una collinetta con varie scalinate d’accesso, ha una forma pressocché quadrangolare ed è delimitato dalle vie XX Settembre, Corso Umberto I, via Palermo e Corso Vittorio Emanuele.

In realtà il quartiere della Provvidenza in passato si chiamava degli Zingari o Zincàri, ma anche dei Furchi. Pare che qui vi fosse una presenza ebraica, da qui il nome Zingari; ma secondo un’altra ipotesi, il quartiere era abitato da artigiani dello zinco, quindi degli Zincàri. Era noto anche come quartiere dei Furchi poiché in queste zone, si dice, venivano effettuate le esecuzioni capitali con la forca.

Oggi, il quartiere è noto con il nome di Provvidenza, dall’unica chiesa presente nel posto: Santa Maria della Provvidenza appunto. L’intero quartiere da anni, ormai, purtroppo si trova in uno stato di degrado. Molte case sono abbandonate, altre pericolanti. Eppure alla Provvidenza abitano e lavorano tante persone.



Botteghe alimentari, bar, ma anche vari B&B. La voglia di rivalsa è sicuramente tanta. C’è anche un giovane, Marco D’Arma, nato e cresciuto alla Provvidenza, che ogni settimana, da qualche mese ormai, racconta attraverso il suo profilo Facebook delle brevi storie di quanti vivono e lavorano con impegno e dedizione nel quartiere.

C’è la voglia di cambiare: il quartiere ha bisogno di una svolta, ha bisogno di colore. Uno stimolo verso il cambiamento e la miglioria è stato dato anche dall’iniziativa - L'ago e la fune - cucire e legare, realizzata nell’ambito di un protocollo d’intesa siglato ad inizio 2020, che nasce con l’obiettivo di costruire una rete di aggregazione sociale che perduri nel tempo.

Nell’ambito di questo progetto sono stati realizzati laboratori sulle emozioni, che hanno coinvolto i bambini del quartiere, e laboratori sulla legalità e sul bene comune, con il coinvolgimento delle persone in esecuzione penale esterna e in messa alla prova. Il progetto si è concluso a fine novembre con la presentazione del murale realizzato dall’artista palermitano Igor Scalisi Palminteri: un cuore circondato da uccellini.

Questo vuole essere il simbolo della speranza, della ripartenza, ma anche della riqualificazione urbana e sociale.

Riqualificazione che – dopo diversi anni – ha finalmente avuto inizio lo scorso 2019 con la partenza del cantiere per la realizzazione, da parte di comune e Iacp, di ben 19 alloggi di edilizia residenziale agevolata in sostituzione dei vecchi
fabbricati pericolanti, ormai demoliti.

Giorno 11 dicembre, inoltre, in occasione dell’inaugurazione della XVI mostra dei presepi artigianali presso il Corso Umberto, si è voluto dare ancora un altro impulso di speranza: l’amministrazione comunale ha acceso le luci dell’albero di Natale, che ha trovato posto dietro alla chiesa di Santa Maria della Provvidenza, dove prima vi era soltanto spazzatura.

Inoltre, sempre in quest’occasione, il padre di uno degli assessori ha donato al quartiere un delizioso presepe realizzato interamente a mano. Tante piccole luci di speranza si sono già accese nel quartiere.

Adesso si spera vivamente che la Provvidenza possa diventare un quartiere nuovo, migliore, più bello e fruibile da tutti.
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