Quasi regalata ma nessuno la vuole: a Palermo la villa monumentale è invenduta
Villa Alliata di Pietratagliata è stata bandita all'ultima asta a 350mila euro, il costo di un appartamento, praticamente. A Palermo istituzioni e cittadini si interrogano

Villa Alliata di Pietratagliata a Palermo
Villa Alliata di Pietratagliata è un castello neogotico in pieno centro: rappresenta la Palermo di un tempo ed è considerato uno degli edifici di maggior pregio della città, simbolo della più fine architettura del 19esimo secolo.
Pochi giorni fa è stata - nuovamente - bandita all'asta per la cifra di 350mila euro: rimasta ancora invenduta, i cittadini si chiedono cosa ne sarà e cosa pensano di fare le istituzioni con questo monumento abbandonato ma vincolato.
Dal 2001 circa la villa è infatti stata abbandonata ed è diventata rifugio per vagabondi e senzatetto ma anche oggetto di continui furti tra cui fregi e complementi di arredo.
Tra atti vandalici e furti sono scomparsi - o sono stati distrutti - apparati decorativi in legno, il grande camino, le maioliche e perfino gli stemmi sulle finestre. In più naturalmente il tempo e l’incuria hanno fatto il resto del lavoro facendo crollare il crollabile.
Il Fai è più volte intervenuto lanciando campagne per il recupero cercando di far diventare la villa uno dei Luoghi del cuore del Fondo ambiente italiano.
Molti cittadini, esponenti del mondo della cultura, professori e semplici amanti del territorio non perdono occasione per sottolineare il grave spreco ogni volta che una battuta d'asta va a vuoto.
La nuova asta fallimentare, quella del 9 gennaio 2018 - 350mila euro di base per 1600 metri quadri di edificio storico - è andata a vuoto.
La villa nasce dalla ristrutturazione della dimora settecentesca di Luigi Alliata, che la commissionò a fine Ottocento all'architetto Francesco Paolo Palazzotto, che adottò il gusto neogotico d'impronta catalana del tempo (anche Palazzo Ajutamicristo ne è un esempio).
Alla sua morte fu Raniero Alliata di Pietratagliata, il principe mago, a tenere in vita la casa facendone luogo di ritrovo di intellettuali e aristocratici fino al 1979, quando morì lasciandola in eredità ai discendenti dei Chiaramonte Bordonaro Alliata.
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