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Perde il lavoro e organizza la sua "fuga": Cristiano, un messinese (in moto) che gira il mondo

«Penso che girare l’America nell’estate del 2020, superata la prima fase della pandemia, sia stata la decisione più giusta della mia vita». Ecco la sua storia

Marcella Ruggeri
Giornalista e conduttrice Tg
  • 3 luglio 2021

Cristiano Chitè

Ritrovarsi a passeggiare con i cavalli selvatici in South Dakota e marciare miglia e miglia con la sua compagna prediletta - la motocicletta da tour sono il modo migliore per scappare moralmente dalla pandemia da Covid19 che gli aveva fatto perdere il suo lavoro stabile, oltre che redditizio.

Il 44enne Cristiano Chitè, messinese d'origine e statunitense per adozione, sceglie la libertà per vivere lavorando e viaggiando sulle navi da crociera ma ha dovuto reinventarsi per non farsi bruciare la carriera, dopo otto anni trascorsi a Los Angeles.

«Non credo di essere scappato da Messina nel 2000 quando sono stato impiegato come allievo ufficiale nella Princess Cruises: ho semplicemente seguito la mia strada.

Ma penso che girare l’America nell’estate del 2020, superata la prima fase cruciale della pandemia, sia stata la decisione più giusta della mia vita anche perché non prevedevo che questa avventura mi avrebbe cambiato».

Dopo 21 anni di lavoro, il 26 maggio dell'anno scorso, l'Holland America Group, che è una delle più rinomate compagnie di crociera al mondo e di cui Chitè è dipendente, decide di metterlo in furlough, una specie di aspettativa forzata a causa del Coronavirus.
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In pratica, senza salario e senza alcuna garanzia che lo avrebbero assunto di nuovo.

Cristiano stava ricoprendo la posizione di Fleet Safety Manager, ovvero responsabile della sicurezza di 5 navi e di relativi progetti sia dei passeggeri che del personale di bordo da quando, a maggio del 2013, la compagnia gli aveva offerto di trasferirsi negli uffici di Los Angeles.

A quel punto, il suo problema è stato combattere l'eventuale depressione derivante dalla mancanza di lavoro in una delle città più care degli Stati Uniti e si è organizzato per perlustrare in solitario una buona parte di America e posti incredibili.

Soprattutto, ha avuto l’opportunità di conoscere gli Americani in tutte le loro sfumature. La passione per la moto gli ha accarezzato la mente avendo nel frattempo realizzato corsi per professionisti ed allenamenti specifici.

«In una settimana circa, mi sono imposto di partire – ha raccontato – e mi sono messo in sella alla mia moto Bmw 1200 GS Rally il 26 giugno 2020, per stare fuori tre mesi e mezzo con un viaggio a bassissimo costo, niente hotel, niente lusso: solo io, la tenda e il necessario per cucinare e qualche ricambio».

Che il suo secondo mestiere fosse alle porte non sarebbe stato immaginabile.

Prima di partire Cristiano si è confrontato con il Manager del negozio ufficiale Dainese di Santa Monica che si è entusiasmato alla sua idea e gli ha fornito a un prezzo speciale un po' di equipaggiamento, oltre allo scambio di contatti Instagram.

Il messinese, amante del mare, si è "quasi" convertito alle meraviglie del deserto nei suoi 12.800 chilometri battuti e ha saputo attirare a sé l’attenzione sui social da parte della prestigiosa Dainese America, come anche dalla Bmw di Long Beach.

Questa piccola impresa iniziata come una “fuga dall'inferno in casa” ha consegnato nelle mani di Chitè un lavoro da Ambassador (il nostro promoter) nell'attività commerciale di Santa Monica del brand d'abbigliamento moto.

La Bmw di Long Beach si è limitata a pubblicare un articolo sul suo viaggio in solitaria ma non si sa cosa riservi il futuro. Cristiano, lungo il suo cammino, ha documentato i luoghi e le persone con numerosi scatti perché lui, nella vita, è anche fotografo freelance.

«Mio fratello Daniele (lui sì che è un fotografo d'esperienza) – ha ironizzato - mi ha trasmesso questo spirito artistico ed ogni tanto i miei lavori vengono apprezzati al punto che ci sono utenti che mi cercano per eventi e manifestazioni che riguardano i bolidi a due ruote quali tour o raduni.

Questo viaggio mi ha cambiato molto – ha analizzato l’ufficiale - facendomi capire che non ci si deve rinchiudere nel proprio lavoro credendo di essere capaci solo in quello ma ci si deve rinnovare sempre. Forse, alla fine, ci si riesce sempre nelle imprese: basta crederci».

«Durante il tour, ho realizzato quanto l’America sia diversa – ha focalizzato il manager peloritano – transitando dai vari Stati: dalla California all’Oregon poi Montana, Idaho, Wyoming, Sud Dakota. Ogni Stato con la sua particolarità e profonde discrepanze sia in termini di vita sociale che legislative.

Ogni volta che entravo in un nuovo Stato, mi dovevo abituare persino a leggi differenti del Codice Stradale, al differente prezzo della benzina e anche costo della vita: ognuno mi ha lasciato un ricordo.

L’Oregon è il mio primo Stato appena uscito dalla California: un mix di scenari diversi dal mare alle montagne, dove fino a poco tempo prima nevicava quindi grandi sbalzi di altitudine, tra temperature miti estive e temperature quasi invernali. Dopo Washington State e il Colombia River che divide l’Oregon da Washington State.

Ho costeggiato il Colombia River in tutta la sua lunghezza per poi entrare brevemente in Idaho e poi Montana - ha continuato -, uno Stato incredibilmente grande e maestoso con strade immense e il Glaciar National Park che è un paradiso.

Attraversando una parte del Montana che è proprietà dei nativi d'America (gli indiani) dove mi sono fermato una notte a campeggiare, sono entrato nello Stato del Wyoming che è la forza energetica di buona parte degli Stati Uniti e dove si trova la Devils Tower, monumento nazionale che compare nel famoso film Incontri ravvicinati del terzo tipo.

Emozioni eccezionali in mezzo ai deserti: Mojave desert e Dead Valley Non sono mancate le sorprese in questo percorso da ex ufficiale ma da motociclista e fotografo. Nel passaggio dal Wyoming al South Dakota dove si trova Sturgis, Cristiano si è ritrovato in mezzo a 350mila persone in questa cittadina piccolissima, che ospita il più grande Raduno di moto al mondo, autorizzato nonostante i contagi.

Così, si è fermato per un po'. Ha poi conosciuto una famiglia che lo ha accolto amichevolmente per ben 12 giorni come campeggiatore nel giardino della propria casa. Durante il giorno, ha esplorato il South Dakota (Mount Rushmore National Memorial) ed è qui che si è imbattuto in un’esperienza tra le più belle del viaggio: incontrare dei cavalli selvatici che lo hanno seguito in una vallata di Rapid City.

«Tra le cose che mi sono rimaste più nella mia memoria – ha aggiunto - è proprio questa famiglia: lui lavorava in una fattoria, lei casalinga figli già grandi che abitano ad un paio di case di distanza. Un paio di giorni, sono rimasto alla base per riposare un po’ e ho notato che la moglie esattamente alle 5 del pomeriggio usciva dalla porta di casa e si sedeva sulle scale dell’entrata e aspettava il marito che ritornava dal lavoro. Il primo giorno pensavo ad una coincidenza, poi ho visto che i gesti si allestivano come un romantico rituale dirottandomi in una scena di un film».

Una delle persone che lo ha ispirato è quello che è diventato poi un carissimo amico, conosciuto a Los Angeles: il giornalista Armando Gallo, membro della "Hollywood Foreign Press", che è un interessante personaggio con cui ha sempre imbastito conversazioni di ogni tipo. Gli anni a bordo delle navi non si possono cancellare né tantomeno i suoi inizi, dopo aver conseguito il diploma all'Istituto Nautico Caio Duilio.

Da lì, Cristiano è andato parecchio avanti, passando al grado di primo ufficiale come addetto alla pianificazione della navigazione e alle promozioni. Non dovrà dire addio alla sua vecchia professione perché la compagnia ha mostrato la compiacenza di richiamarlo.

Attualmente, si trova in Grecia per eseguire dei controlli su una nave da crociera per la ripartenza post-Covid che sarà ufficialmente il 4 luglio.

Ciò che gli è piaciuto di più del suo viaggio è raggiungere l'equilibrio nell'isolamento (forse anche dagli affetti) e si riassume in un pensiero del suo idolo Vasco Rossi: «Bisogna imparare a stare soli, solo così si può imparare a stare con gli altri, altrimenti ci stai perché ne hai bisogno».

Non avere una famiglia che si è costruito da sé non gli pesa perché vuole sentirsi libero. Così nei suoi viaggi e nelle scelte esistenziali, non sacrifica nessuno. Sicuramente, quando l'umore e la testa vagano, il cuore va a sua madre, al fratello con la moglie Ida e i nipotini Davide e Lucia.

«Non vado a fare loro visita da due anni per motivi di tutela. Mi mancano a prescindere dal viaggio. Tornerò i primi di luglio a Messina per poco».

Il suo prossimo viaggio sarà in Alaska nell’estate 2022. Ma lui, ormai, sa come riscattare un mestiere anche dal deserto e magari anche dai ghiacciai.
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