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Pass, varchi e telecamere (anche la notte), a Palermo torna la Ztl: le istruzioni per l'uso

Nessuna spesa in più e regole invariate. Ma all'orizzonte c'è una novità: sono tre le ipotesi al vaglio che ad ottobre potrebbero portare ad estendere la "nuova Ztl"

Vassily Sortino
Giornalista
  • 3 agosto 2020

Un varco della Ztl a Palermo (foto Balarm)

Amata, odiata, ma necessaria. Sia per salvaguardare la nostra salute dall’inquinamento atmosferico, che per tutelare le casse finanziarie comunali. Torna in piena funzione da lunedì 3 agosto, la Ztl, sigla che racchiude tre parole difficili da digerire per il palermitano medio che si muove solamente con l’auto: zona a traffico limitato.

Sono passati 143 giorni da quando, in piena emergenza Coronavirus, il Comune di Palermo aveva deciso di sospendere quel provvedimento, valido ormai dal 2016, che influenzava le mattine - e da un po' di settimane anche i weekend serali - di chi voleva avventurarsi tra gli assi stradali e le traversine tra via Maqueda, via Roma e corso Vittorio Emanuele. E i guidatori palermitani hanno decisamente approfittato di questo “liberi tutti”.

«Il traffico cittadino – ha detto il sindaco Leoluca Orlando - ha progressivamente ripreso i suoi ritmi ed è oggi ai livelli pre-Covid, se non addirittura superiore». Insomma, c’è da ripristinare gli schemi?



«Nulla di complicato – dice l’assessore all’Urbanistica, ambiente e mobilità Giusto Catania – la città è stata avvertita ed è abituata. Abbiamo scelto poi di ricominciare da oggi, proprio perché, visto che molti palermitani sono in vacanza, il traffico è già notevolmente ridotto. Presto partirà anche il sistema del controllo in tutti i varchi con telecamere. Attendiamo gli ultimi passaggi burocratici col ministero delle Infrastrutture e dei trasporti e poi sarà tutto attivato».

Arrivando al sodo, la buona notizia - e ci mancherebbe – è che chi ha già pagato il pass Ztl, potrà estendere la sua validità per i 143 giorni, tanto quanti quelli della sospensione. Nessuna spesa in più dunque. Il contrassegno annuale costa sempre 100 euro, 50 il semestrale, 20 il mensile e 5 il giornaliero.

Per il resto, le regole sono sempre le stesse. La Ztl entrerà in funzione dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20, con estensione il venerdì dalle 20.00 alle 6.00 del mattino di sabato e il sabato dalle 20.00 alle 6.00 del mattino della domenica.

Nessun tassista potrà poi fare “il furbetto”, dato che è stata fissata una tariffa di 10 euro per raggiungere il centro da altre zone della città.

Cinque i percorsi possibili: il primo da via Belgio-parcheggio taxi piazza Europa, attraverso viale Strasburgo, via Empedocle Restivo, via Sciuti, via Notarbartolo, via Libertà, con arrivo a piazza Castelnuovo-piazza Verdi e viceversa, il secondo da viale Regione Siciliana, altezza viale Michelangelo, attraverso viale Lazio, via Libertà con arrivo a piazza Castelnuovo-piazza Verdi e viceversa.

Il terzo da viale Regione Siciliana all'altezza di piazza Einstein, attraverso via Leonardo Da Vinci-Notarbartolo, via Libertà con arrivo a piazza Castelnuovo/piazza Verdi e viceversa, il quarto dal parcheggio di via Nina Siciliana, attraverso via Perpignano, piazza Principe di Camporeale, via Dante, con arrivo a piazza Castelnuovo-piazza Verdi e viceversa e infine da viale Regione Siciliana, all'altezza di corso Calatafimi, piazza Indipendenza, con arrivo a piazza Verdi-piazza Giulio Cesare e viceversa.

E il futuro? Come nei quiz di Mike Bongiorno c’è da scegliere tra la “busta” numero 1, 2 e 3. Tante sono infatti le possibilità per l’estensione della “nuova Ztl”, che entro il 15 ottobre sarà presentato dal Servizio mobilità urbana in base a tre opzioni: estensione fino a piazza Castelnuovo o piazza Croci o via Notarbartolo.

E se nella prima ipotesi – visto che via Ruggero Settimo e via Emerico Amari sono destinate a diventare isole pedonali dopo la conclusione dei lavori per l’anello ferroviario – il “trauma” per il guidatore medio non sarebbe estremo. Più complicato sarà fare dirigere ai palermitani le altre due ipotesi.

«Prima di prendere qualsiasi decisione – precisa Catania – sarà studiato il flusso del traffico, l’impatto dell’inquinamento ambientale e come può aiutare il supporto della mobilità pubblica». Si prospetta dunque a Palermo una lotta politica, sociale e culturale, per spingere lo smog più in là. E le elezioni comunali si avvicinano.
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