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Parte, apre 2 ristoranti e vince (pure in tv): chi è lo chef che ha portato la Sicilia a Dubai

Va via dalla Sicilia e, dopo 11 anni in Inghilterra, decide di trasferirsi negli Emirati Arabi: qui vince la sua scommessa e pure un programma tv. La storia di Alessandro

Sara Abello
Giornalista
  • 26 luglio 2024

Lo chef Alessandro Miceli

Tanti sono i modi attraverso i quali esprimere il legame con le proprie origini, e Alessandro Miceli, classe 1975, lo fa da anni con la cucina. Nato a Sant’Agata di Militello, in provincia di Messina, e cresciuto a Siracusa dove i genitori lavoravano nella coltivazione di ortaggi, ritrova in sè e nelle sue preparazioni la montagna dei Nebrodi con tutta la tradizione dell’entroterra siculo acquisita in famiglia, insieme al mare delle zone in cui è cresciuto.

Da diciassette anni vive a Dubai dove ha dato vita a due ristoranti, uno che è tra i più famosi e apprezzati di cucina italiana, e che lo scorso anno si è persino aggiudicato una puntatata del celebre programma "Little Big Italy" in cui il conduttore Alessandro Panella va alla scoperta di ristoranti italiani all’estero, e l’altro, più recente e marcatamente siciliano già dalla scelta del nome: "Amunì".

Prima di approdare negli Emirati Arabi, Alessandro aveva trascorso ben undici anni in Inghilterra ma, da appassionato di geopolitica, come si definisce lui stesso, si è lasciato affascinare da Dubai, luogo che nel tempo, con la qualità della vita che gli è stata offerta e che ha certamente saputo conquistare, è diventata casa.
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Quella negli Emirati infatti è iniziata come un’esperienza di un anno, per conoscere meglio un luogo che su carta appariva privo di delinquenza, dove i cittadini non sono tenuti a pagare tasse, e in cui il concetto di modernità e progresso che lo ha attirato era ben tangibile già in quel 18 maggio del 2007, giorno in cui si è trasferito.

Oggi Alessandro e la sua famiglia sono perfettamente integrati a Dubai, luogo spesso di transizione lavorativa per tanti, che con il suo sistema globale gli ha permesso di rapportarsi con persone di nazionalità e credo religiosi diversi, arricchendosi giorno dopo giorno e aprendosi sempre più verso l’altro. E poi non mancano un’infinità di siciliani che come loro amano stare in buona compagnia.

All’inizio anche per lui l’impatto non è stato semplice, aveva già un bambino di due anni e mezzo con tutte le responsabilità che ne conseguono, e anche nel lavoro si è imbattuto nella difficoltà di cucinare piatti della sua tradizione senza le materie prime necessarie. Da lì la piccola rivoluzione culinaria compiuta da Alessandro, che ha compreso da subito la necessità fondamentale di importare ingredienti italiani per assicurare qualità e autenticità ai suoi piatti.

Al suo fianco, ormai da trent’anni, Alessandro ha Katya, mamma di Karim nato in Sicilia ma con un nome islamico, e Christian, nato a Dubai ma al quale è stato dato un nome cristiano. Per loro tre sono stati tanti i sacrifici che ha compiuto e continua a fare: «A causa del lavoro ho tolto tanto tempo ai miei figli che non ho visto crescere come avrei voluto - racconta Alessandro - Per questo oggi e nel futuro punterò sulla formazione di tanti giovani per i quali essere un mentore sul lavoro ma anche un amico nella vita. È il solo modo per colmare quella mancanza».

La sua passione per la cucina è nata un po’ per necessità, quando ancora ragazzino cucinava per il fratello minore, dal momento che la madre lavorava, ed è poi cresciuta con gli studi presso l’istituto alberghiero. Durante gli anni di liceo ha sempre lavorato, avendo già grande manualità acquisita con l’esperienza e gli insegnamenti delle donne della sua famiglia.

Tutto questo ha portato Alessandro sin da subito a collaborare con veri maestri della ristorazione già dai primi lavori a Siracusa. Il suo forte legame con la Sicilia, che raggiunge ogni volta che può con la moglie e i figli, è espresso proprio attraverso gli altri suoi “bambini”, i ristoranti.

Proprio adesso si sta tenendo ancora più occupato con un ambizioso progetto che non solo inserirà nel menù dei suoi locali i migliori prodotti siciliani, ma contribuirà anche alla loro conoscenza e valorizzazione negli Emirati Arabi, oltre che a tenere ancora più viva la sua connessione con la nostra bella isola.

Da un po’, tra varie peripezie burocratiche inevitabili nella creazione di un’etichetta alimentare, Alessandro sta lavorando alla creazione di un brand di conserve artigianali. In questo modo, ripercorrendo i passi della tradizione delle nonne e delle mamme siciliane, le sue in primis, potrà importare a Dubai tutta una serie di prodotti tipicamente stagionali che con gli antichi metodi, privi di conservanti e prodotti chimici, si manterranno autentici nel gusto per tutto il resto dell’anno.

Dopo avere coronato il suo sogno di avere non uno ma ben due ristoranti a Dubai, adesso Alessandro punta proprio sull’ampliare la sua “famiglia lavorativa”, insegnando a tanti giovani l’amore per la cucina e la possibilità di fare bene questo mestiere in ognuna delle sue sfaccettature, dalla sala alla preparazione dei piatti.

Amore per la cucina, amore per la Sicilia e quei profumi che viene a respirare ogni volta che può, amore per la famiglia e le sue tradizioni ancestrali, tutto ciò è Alessandro Miceli che, a Dubai, ha saputo ritagliare il giusto spazio per sè e i suoi cari, tra sacrifici e duro lavoro, per un presente e un futuro più lieti, ma senza mai voltare le spalle al passato.
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