ARTE E ARCHITETTURA
"Project Room" di "PPS Meetings" a Palazzo Riso
Uno spazio sperimentale con una natura progettuale, al cui interno si avvicenderano artisti sia siciliani che non, con lavori in tema con "PPS"
In primis ecco la visita guidata, insieme ad artisti e curatrice, dell’installazione “Hologram” del gruppo catanese canecapovolto: il leit motiv dell’operazione artistica è guidato dall’azione germinativa che sottende l’iniziativa che ha preso forma nei locali del secondo piano di Palazzo Riso nelle scorse settimane. Questa costituisce un dispositivo ambientale per la proiezione e la diffusione di visioni e suoni, basati sulla registrazione di affetti e difetti, in una parola di memorie, del territorio siciliano, laddove si inseriscono anche prospettive differenti di artisti internazionali. La curatrice definisce l’opera una riflessione sull’identità e l’autorialità - scardinate e messe in discussione -, indagando al contempo l’idea di un luogo permanente di condivisione e di reciproche contaminazioni, arricchita dalle diapositive e fotografie di Zoltan Fazekas e dal video di Ele Rainer e Hinna Reval.
Elisa Abela aka Caterina Devi, sassofonista e artista visiva, sarà presente con delle opere e con un’installazione audio anche all’interno del “Progetto Hologram”. L’evento, ulteriore ramificazione del lavoro di canecapovolto, entra a far parte a sua volta di un’altra opera: Federico Lupo è infatti tra gli artisti scelti per “PPS//Meetings”: il suo progetto, dal titolo “Bound”, mira a studiare una serie di eventi di natura sonora, pensati in accordo con il curatore e con le mostre della "Project Room". Il live set affianca i suoni puri del sassofono della Devi (dispiegati in una gamma ampia che procede dall'anima più profonda dello strumento fino a quella più alta-trascendente), all’ambient-drone di Aldo Ammirata, che ripropone qui il suo progetto “Empirical Evidence”: tra field reconrdings, suoni concreti, esperimenti di metafonia e distorsioni di chitarra elettrica, si mescolano loop generati da “music box” di diverso tipo, alcune dal sapore gothic-dark-metal, altre con suoni mutuati dalla tradizione induista (litanie, preghiere, echi di sitar e tabla). A questo si aggiungono le incursioni effettate e rumoristiche di Camillo Amalfi, con la sua voce-strumento filtrata da amplificatori, microfoni, pedaliere.
Il progetto è visitabile fino a domenica 9 gennaio (dal martedì alla domenica, dalle ore 10 alle 20; il giovedì e il venerdì dalle 10 alle 22; l'ingresso ha il costo di 6 euro, 3 euro il ridotto, 1 euro residenti a Palermo e provincia). Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito www.palazzoriso.it.
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