Palermo, la capitale indiscussa dei motorini
Motorini, clacson e il traffico che porta con sé un problema non trascurabile: secondo un sondaggio Direct Line, l'inquinamento acustico è causa di stress
Si sa, non è una novità, se è vero che esiste un codice della strada, a Palermo è “a statuto speciale”. Il pedone deve attraversare in obliquo preferibilmente sorpassando noncurante le strisce pedonali, il motociclista deve superare a destra credendosi sulle strade dell’Inghilterra, l'automobilista deve posteggiare in doppia fila, se non tripla, ma anche in un posto riservato ai diversamente abili. Tutto questo, cosa comporta? Una paralisi cittadina a tratti. Un traffico ad effetto domino che non può essere gestito, se non secondo una giustizia privata.
E da lì è un attimo. Pistoleri - di clacson - professionisti senza porto d’armi. Ma in canna non ci sono proiettili anche se lo scenario sembra essere da film western. Si tratta di rumore a profusione amplificato. Secondo un sondaggio Direct Line, la più grande compagnia di assicurazione on line, infatti, uno dei primi problemi che porta con sé il traffico è l’inquinamento acustico, spesso causa di stress incontrollabile, a volte molto sottovalutato nonostante gli effettivi danni che cagiona al cervello e al benessere psicofisico dell’automobilista, civilizzato o meno.
Il campione esaminato, ha espresso all’unisono un fastidio nei confronti di tutto quel caos cittadino che inficia l’effettiva qualità di vita. La domanda posta è semplice: quali sono i rumori più molesti cui il nostro orecchio è costretto a sottostare nel centro abitato di Palermo? Un palermitano su tre, quasi il 30% dei tester in esame, ha considerato come principale responsabile dell’inquinamento acustico urbano il motorino. Chiaro, quel roboante suono che “fa figo” quando ti trovi in sella a quel motociclo, ti fa sentire il padrone della strada. Basta poco infatti, basta mandare “a tutto gas” la marmitta leggermente modificata per trasformare le vie del centro in un circuito da motocross.
Al secondo posto della classifica “rumori molesti”, un buon 21% ha incriminato il clacson come primo elemento di inquinamento acustico, soprattutto in tratti particolarmente trafficati e in orari di punta. Perché, come è consueto nelle strade palermitane, non si sta in coda dietro ad un semaforo aspettando di proseguire con pazienza, ma la corsia opposta, se non quella d’emergenza, sembrano essere le uniche percorribili, ovviamente con rituale orchestrata di clacson per essere sicuri di non passare inosservati. Infine, nel gradino più basso del podio, il tanto amato quanto odiato antifurto. Quello che la notte funge sì da dissuasore contro ladri malintenzionati, ma anche come peggior incubo del 17% degli abitanti di Palermo.
Suonare il clacson mentre si è in coda può irritare e distrarre i guidatori. Bisogna invece sempre tenere i sensi all’erta mentre si è al volante, le donne ad esempio dovrebbero non truccarsi. Eppure la classifica si farcisce di ulteriori disturbi. Il rumore del traffico stradale intenso, le sirene dei mezzi d’emergenza, come volanti della polizia o ambulanze, e il trambusto delle moto di grossa cilindrata, molestano rispettivamente il 16, l’8 e il 6% del campione intervistato. E occhio a non trascurare questo perpetuo fracasso. È spesso causa, secondo Direct Line, di stanchezza, ansia, irritabilità, insonnia e nei casi più gravi, esaspera anche il sistema nervoso procurando disturbi gastrici e cardiaci.
L’indagine, inoltre, offre un interessante spaccato regionale. Al primo posto, i veronesi sono disturbati al frastuono dei motorini, i torinesi e i fiorentini, dallo stridio dei tram su rotaia nel centro storico, e i cagliaritani e i milanesi considera peggiore il momento della raccolta del vetro. Romani e bresciani non sopportano il rumore delle motociclette di grossa cilindrata. Insomma, da nord a sud lo scenario sembra essere variegato. Scriveva Baricco che la musica è l'armonia dell'anima, parafrasandolo, potremmo dire che forse il rumore è il caos dei timpani.
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