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Faber: omaggio per l’amico fragile

TITOLO: “Faber amico fragile”<br> ANNO: 2003 <br> ETICHETTA: Bmg

  • 1 marzo 2004

Che i ritardatari, i “colpevoli”, non pensino di avvicinarsi adesso a Fabrizio De Andrè attraverso “Faber amico fragile” perché questa un’antologia non è, né best né nulla di simile. “Faber amico fragile” è esclusivamente un documento, una testimonianza, la devozione che una trentina di artisti hanno voluto dimostrare in una splendida sera di marzo del 2000 e che adesso, su insistenza degli stessi, Dori Grezzi ha deciso di mettere su disco, consegnandola alla storia. Le canzoni di De Andrè, le sue “canzoni degli ultimi”, sono state le assolute protagoniste assieme all’emozione vibrante che quella sera animava il Teatro Carlo Felice e piazza De Ferrari (Genova) fornita per l’occasione di megaschermi.

Così tra un Vasco Rossi perfetto per rileggere “Amico Fragile”, un Jovanotti che trasforma in reggae “La cattiva strada”, un Gino Paoli di grande intensità in “La canzone dell’amore perduto”, può capitare anche che Battiato, commosso, non riesca ad ultimare i versi di “Amore che vieni amore che vai”, lasciando la chiusura agli applausi e a qualche lacrima. Zucchero fa sua “Ho visto Nina volare”, Teresa De Sio è vibrante in “La ballata del Michè”, la Vanoni mette la sua classe al servizio di “Bocca di Rosa”. E meritano attenzione anche “Inverno” (Cecilia Chailly), “Khorakanè” (Fiorella Mannoia), “Verranno a chiederti del nostro amore” (Finardi) e la versione acustica di “Fiume Sand Creek”, proposta da Ligabue. Ma non è un semplice disco di canzoni, non sono i virtuosismi o l’arrangiamento a dare maggiore importanza a un brano piuttosto che a un altro. Le interpretazioni che in un primo momento colpiscono meno (parte di quelle non menzionate in questa recensione) non intaccano l’importanza di questo progetto, la sua grandezza, l’emozione che riesce a trasmettere.

E non è un caso che questo doppio cd non stanchi l’ascoltatore, non è un caso che scorra piacevole, intenso, che non si faccia stoppare. È che queste canzoni, queste perle, sono universali, eterne, come eterno è l’indimenticabile “amico fragile”… Amico di ieri, di oggi, di sempre…

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