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Bibi Bianca presenta “Il ladro di Palermo”

«Della Palermo del '600 ci hanno raccontato poco. Era bizzarra, colorita, violenta con grandi divisioni sociali, eppure affascinante e già tremendamente nostra»

Fabio Vento
Web developer e giornalista
  • 29 aprile 2009

«A piazza della Fieravecchia volano in aria i banchi dei rigattieri e dei venditori di grascia. Il vento ha investito la Fontana di Cerere e l’acqua che normalmente scende dal corno della Ninfa nelle due vasche sottostanti, cambia direzione innaffiando chi entra nella strada di San Francesco. Sellari e chiodari abbassano le sartie per proteggere le botteghe. Il duca di Misilmeri rischia di cadere dal balcone trovandosi avvolto da un mulinello formatosi tra la Piazza San Francesco e il Piano della Correria».

Inizia con queste parole “Il ladro di Palermo”, ultimo romanzo dello scrittore, regista e cabarettista palermitano Bibi Bianca, che sarà presentato giovedì 30 aprile alle 17.30 a Palazzo Jung (via Lincoln 71) alla presenza dell'autore e del professor Tommaso Romano, esperto di sociologia. È un romanzo che rinverdisce la Palermo del '600, contesa fra nobili superficiali, inquisitori e uomini violenti: una città bizzarra, violenta, animata da profonde differenze sociali e politiche.

« È la storia di un ladro di cannoli che poi si "allarga" passando agli scippi, quindi alle rapine negli appartamenti nobiliari. È una Palermo in cui ancora non esisteva Santa Rosalia ma le patrone erano quattro, ognuna per quartiere: Albergheria, Kalsa. Loggia, Seracaldia; i bordelli tre, molto frequentati. I ricchi, ma tanto, 6000, i poveri, ma tanto, 144.000. Gli inquisitori di Palazzo Steri temuti e potenti, 17 porte e 12 bastioni, un mare pulito e un mare di ladri»: racconta Bibi Bianca.

Una storia che in un certo senso “doveva” essere raccontata, non fosse altro per colmare un ingiustificato “vuoto di memoria” collettivo: «Sappiamo tutto sul 1600 della Padania tramite i “Promessi Sposi” con cui ci hanno tormentato e ci tormentano per generazioni intere. E non conosciamo nulla sul 1600 palermitano, sicuramente più affascinante, più colorito, più bizzarro. Eppure - conclude Bianca - tremendamente nostro».

Bibi Bianca è nato a Palermo. Laureato in giurisprudenza, dal 1973 lavora nel cabaret e per la televisione come scrittore e regista. È autore di fiction televisive di ambientazione medievale, spettacoli teatrali e corti cinematografici. Ha all'attivo diversi saggi e romanzi, spesso a carattere apertamente dissacrante, come il recente “Mamma stanotte non torno”. “Il ladro di Palermo”, 10 euro per le edizioni Publisicula, è già in libreria.

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