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La stagione balneare in Sicilia, aprono i lidi e via ai divieti: qual è la provincia più pulita

Lo stabilisce la Regione col decreto che consente l'apertura anche degli stabilimenti. Imposti anche i divieti. Ecco le date e la mappa dei tratti interdetti

Balarm
La redazione
  • 25 marzo 2025

Il lungomare della Bandita a Palermo

Anche se il tempo ancora è un po' pazzerello, sono state già decise le date di apertura e chiusura della stagione balneare in Sicilia. Quest'anno prende il via il primo maggio e si conclude il 31 ottobre.

Lo stabilisce la Regione con il decreto che consente l'apertura di lidi e stabilimenti. Allo stesso tempo però, come ogni anno, impone anche ai sindaci di fissare i divieti di balneazione per inquinamento o perché ci sono tratti di costa in cui purtroppo tuffarsi può essere dannoso per la salute.

Anche se già c'è chi pregusta anche a Palermo le calde giornate in cui stare in spiaggia sotto l'ombrellone tra un tuffo e un cruciverba sul lettino, c'è da dire che non sono pochi i litorali in cui i sindaci dovranno apporre i divieti di balneazione.

A Palermo, per esempio, ciò va previsto a Mondello nel tratto vicino al cosiddetto ferro di cavallo e a Barcarello in un'area di 250 metri.

E poi, ovviamente, nel litorale che va dal molo Sant'Erasmo al porto della Bandita, al Lido Olimpo. A Ficarazzi divieto nella zona del Solarium, a Bagheria stop ai bagni nella spiaggia Sarelllo e a Prime Rocche.

Ad Altavilla Milicia divieto di balneazione al litorale della Bruca e a San Michele. A Santa Flavia bagni vietati in alcuni di tratti di Sant'Elia e Fondachello. E a Trabia risultano inquinati vaste aree all'altezza dello svincolo autostradale.

Lo dicono le analisi condotte dall'assessorato alla Sanità che aggiunge come vada posto il divieto in un piccolo tratto della spiaggia Ciammarita a Trappeto, a Capaci in un tratto del litorale in via Kennedy, a Bagheria alla spiaggia Playa, a Cefalù alla Baia dei Sette Frati.

La provincia più "pulita" (con meno divieti e tutti in aree poco significative) si conferma quella di Trapani. Seguita da quella di Agrigento. Pochi divieti, e quasi tutti in corrispondenza di porti o foce dei fiumi, anche nel Messinese.

Ma non tutto è perduto, perchè nelle aree interessate dai divieti l'assessorato ha disposto un costante monitoraggio dell'acqua e dunque la situazione potrebbe mutare nel corso della stagione.

Il decreto della Regione e i dati sono consultabili online.
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