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L'ingegnere che il mondo ci invidia: è di Bagheria e fa vincere la Ducati nel MotoGP

Tra le varie doti di questo “figlio” di Bagheria c’è pure la modestia. I risultati ottenuti per lui sono “solo” frutto del connubio tra un campione e la moto giusta

Sara Abello
Giornalista
  • 11 gennaio 2023

Tommaso Pagano

Sapevate che c’è un motore che romba forte e in baarioto?! E questo grazie a Tommaso Pagano, ingegnere elettronico bagherese, che dal 2006 fa parte del team Ducati.

Certo è innegabile che da Bagheria a Bologna il passo non sia dei più brevi o scontati, e le dosi di grinta e perseveranza devono essere state grandi per riuscire a dargli un tale impulso sino al traguardo raggiunto.

Classe 1979, subito dopo la laurea, a Palermo, come sempre avviene in questi casi, Tommaso ha inviato il proprio curriculum a diverse aziende perchè, come vi sarà facile dedurre, la sua passione più grande è sempre stata la velocità.

Dopo un paio d’anni in Renault, fu proprio la Ducati, eccellenza italiana che tutto il mondo ci invidia, a contattarlo una volta ripescato il suo CV.

Da lì in poi, per oltre quindici anni e per chissà quanto altro tempo ancora, così gli auguriamo, dai team satelliti fino a quello ufficiale Ducati Lenovo, cui è approdato nel 2021.
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Oggi, a buon ragione, Tommaso è un baarioto di quelli di cui vantarsi, giunto sino ad essere campione tra i campioni quando Francesco “Pecco” Bagnaia si è aggiudicato il campionato mondiale del MotoGP nel novembre del 2022.

Ci sono voluti 13 anni dall’ultimo titolo italiano di Valentino Rossi e una rimonta di 91 punti che sarà costata tanto sudore dalla fronte di Tommaso quanto di tutto il resto del team, l’impresa però è stata compiuta.

Tra le varie doti di questo “figlio” di Bagheria c’è pure la modestia...sì perchè se gli chiedete “la ricetta” per esser grandi vi dirà che i risultati sono “solo” frutto del connubio tra un campione e la moto giusta, e per ottenere questo binomio vincente non può che esserci il buon lavoro di tante persone e mai di un singolo.

Va da sè che dietro alle medaglie ci sono sempre delle persone, e i risultati derivano anche dall’intesa umana che si stabilisce...ci aveva visto lungo Pagano infatti, quando aveva chiesto proprio di seguire Pecco nel 2019.

Questa stessa sintonia prima lo aveva legato ad altri campioni come Andrea Iannone e Jorge Lorenzo...fa strano sentire associati ad un conterraneo certi nomoni che riecheggiano altisonanti nel firmamento delle piste motociclistiche, vero?!

Eppure è proprio così. Nel tempo, con il suo ruolo di telemetrista, Tommaso si è fatto spazio nella casa motociclistica divenendo un punto di riferimento per i suoi campioni.

Ora che vi ho buttato lì il suo ruolo in azienda vi starete giustamente chiedendo, come ho fatto io prima di voi, in cosa consista il lavoro del “telemetrista”. Presto o quasi spiegato.

Durante la sessione in pista della moto, Tommaso e i suoi colleghi si occupano di raccogliere i dati relativi al funzionamento del mezzo, in questo modo individuano gli elementi da potenziare così da migliorare le prestazioni future della moto e del pilota, del resto non dimentichiamo che poi l’obiettivo finale sarà sempre quello di vincere.

Figlio di due ex dipendenti comunali, Tommaso vive da molti anni ormai a Bologna dove ha creato la sua famiglia, le sue radici però rimangono ben salde alle sue origini e per questa ragione, quando è tempo di vacanze, torna a casa.

In occasione della passata pausa natalizia, che con un mondiale appena vinto avrà avuto per lui un gusto ancor più dolce, Tommaso è tornato a Bagheria con la moglie e i figli, riunendo tutta la famiglia che definisce «il motore che lo sostiene».

Ha le moto nel sangue ormai Tommaso...anche le sue metafore sono a tema! Questo 2022 è stato di sicuro l’anno migliore della carriera in Ducati e anche Bagheria, nel suo piccolo, approfittando proprio del ritorno a casa per le festività, ha voluto donare un premio di ringraziamento a questo giovane che ha realizzato il proprio sogno e ha saputo portare lontano il nome della sua cittadina di origine.

Chiacchierando con lui, è quasi istintivo chiedergli quale sia il consiglio che si senta di dare ai giovani bagheresi che, come lui, sognano in grande...ovviamente non si fa portatore di “ricette universali” ma di sicuro l’arma di cui tutti dovrebbero munirsi è, a suo dire, la forza di volontà e la perseveranza.

Dato il suo percorso verrebbe da dire che Tommaso sia la perfetta incarnazione del detto «cu nesci arrinesci», la sua però è una visione di sicuro molto personalizzata, ci ha spiegato infatti che certamente nel suo caso l’allontanamento dalla Sicilia è stato obbligatorio proprio perchè il mondo delle gare motociclistiche era precisamente quello in cui voleva approdare, ma che non necessariamente per aver successo bisogna lasciare la propria terra d’origine.

Ciò che conta, secondo Tommaso, è più la “nisciuta” dalla propria comfort zone, quindi il punto è sicuramente mettersi in discussione, impegnarsi, abbandonare le proprie consuetudini e provare e riprovare finchè non si raggiunge l’obiettivo.

E a proposito di giovani e sport, in occasione del tributo che gli è stato offerto, Pagano ha esortato l’Amministrazione Comunale affinchè, supportata dal territorio e dalle condizioni climatiche favorevoli quasi tutto l’anno in questo nostro pezzetto di isola, ne potenzi le possibilità attraverso strutture adeguate.

Lo sport è di sicuro una risorsa preziosa sia dal punto di vista economico che sociale, accrescendo nei giovani lo spirito di aggregazione e il vicendevole supporto, senza trascurare che li tiene anche lontani dai tanti pericoli che la società ahinoi presenta. Sarà la volta buona per Bagheria?!
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