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Cammini e generi energia pulita: la Palermo del futuro è green e parte da via La Lumia

Un giardino sospeso, mattonelle innovative che generano energia dai nostri passi, un modo nuovo di abitare la città. L’idea per via La Lumia è ambiziosa e futuristica

Elena Cicardo
Digital strategist
  • 7 agosto 2020

Il progetto di mobilità sostenibile di via La Lumia

Una pavimentazione cinetica capace di generare energia elettrica dai nostri passi, da utilizzare per l'illuminazione pubblica, la segnaletica stradale luminosa e le stazioni di ricarica bici, monopattini e smartphone, grazie a piastrelle tecnologiche realizzate per l’80% con materiali riciclati, come pneumatici di camion e auto o cemento di scarto, bobine di rame e magneti.

Lungo tutta la via è previsto un giardino sospeso, dalla funzione fonoassorbente, che riduce l’inquinamento acustico oltre che la presenza delle polveri sottili. Poi naturalmente piste ciclabili, nuova illuminazione, arredo urbano e cura per i dettagli, come un’accorta piantumazione di cespugli e fiori che fa attenzione agli effetti sensoriali che producono.

Impianti fotovoltaici sui tetti per fornire energia all’intera comunità e un impianto comune che utilizza i rifiuti organici di ristoranti e condomini e li converte in energia pulita, come biometano e compost completano il tutto.



Chiamarla pedonalizzazione è riduttivo. L’idea per via Isidoro La Lumia, adiacente al Politeama, è ambiziosa e potrebbe diventare il progetto pilota della Palermo del futuro. Può sembrare un’utopia ma è del tutto realizzabile e del resto la pandemia ne ha fatto avvertire più che mai l’esigenza, ponendoci interrogativi sui modi in cui costruiamo e abitiamo le città, stimolando innovazione e ingegno.

È una “strada-giardino”, un progetto green, ecosostenibile e innovativo che porta la natura dentro la città, rendendola parte integrante della vita quotidiana e del tessuto urbano, anche degli spazi della movida, quelli più vissuti e attraversati, dinamici e caotici e che mira a risolvere l’annosa diatriba tra attività commerciali da un lato, e residenti che lamentano una scarsa vivibilità dall’altro, grazie a una serie di accorgimenti che consentono di migliorare la qualità della vita.

«La Lumia - Area urbana a mobilità sostenibile» è stato presentato nella sede di Confindustria dal presidente di Feipe Assoimpresa, Alfio Zambito, alla presenza del presidente di Assoimpresa, Mario Attinasi, del presidente della Camera di commercio, Alessandro Albanese e dell’assessore alle Attività Economiche di Palermo, Leopoldo Piampiano. L'iniziativa nasce da Giuseppe Formisano, rappresentante dell’associazione “La Lumia” che riunisce esercenti e ristoratori della zona, ed è stato redatto dallo studio POSE architecture, fondato dagli architetti Lorenzo Politi e Claudia Seminara. Lo step successivo sarà la presentazione in giunta che, eventualmente, dovrà poi individuare l'iter di finanziamento dei lavori.

«L’idea di pedonalizzare via La Lumia nasce sei anni fa con la stessa fondazione dell’associazione - spiega Giuseppe Formisano. - Finora abbiamo pedonalizzato saltuariamente, organizzando delle manifestazioni. Negli ultimi mesi, la pandemia ci ha costretto a ripensare le distanze, gli spazi per la somministrazione, dandoci un nuovo slancio per approfondire il progetto di pedonalizzazione con una visione più ampia rispetto alla mera ristorazione, perché è legata anche alla riqualificazione della zona, all’ecostostenibilità, alla mobilità leggera, alle zero emissioni, al riciclo dei nostri rifiuti, all’utilizzo dell’energia cinetica dei nostri avventori da reimmettere nel circuito. Tutti aspetti di cui ci sembra opportuno occuparci in questo momento storico.

L’obiettivo è dare vita a una strada bella, organizzata bene, che abbia la ristorazione come punto centrale e diventi attrattiva anche per il turista che procedendo verso piazza Croci, dove è prevista nel prossimo futuro la realizzazione di un museo del liberty, scopre una Palermo più moderna, tecnologicamente avanzata, più sostenibile, con un’offerta enogastronomica all’avanguardia.»

«L’idea - aggiunge l’architetto Claudia Seminara - è quella di risolvere le controversie sociali interne al quartiere, legate alla vivibilità della strada, far convivere le vocazioni che nel tempo si sono sovrapposte: realtà commerciali ed esigenze residenziali. Abbiamo immaginato che la natura possa costituire il solvente di tali controversie, conquistando nuove superfici grazie alla tecnologia e all’architettura. Abbiamo immaginato soprattutto una faccia nuova della città, dove sostenibilità e innovazione possano creare attrattiva per un turismo diverso, non più solo legato alla storia delle strade ma anche alla nostra peculiare creatività nel reinventarle.»
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