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Un'opera maestosa (uscita dal nulla): sei in Sicilia dove la natura è padrona dell'arte

Da tutta la regione si raggiunge questo luogo, un piccolo comune dell’entroterra conosciuto per l’Eremo di Santa Rosalia. La strada regala panorami da raccontare

Salvatore Di Chiara
Ragioniere e appassionato di storia
  • 30 dicembre 2023

Il Teatro Andromeda a Santo Stefano Quisquina

La Sicilia è una regione ricca di teatri del periodo greco, romano, moderno e contemporaneo. Strutture che evocano gesta eroiche e curiosità da approfondire. Tra questi, fuori da ogni logica, nella provincia di Agrigento si erge un’opera maestosa “uscita dal nulla”.

Si tratta del Teatro di Andromeda. Tanto si è scritto e lavorato sotto l’aspetto comunicativo. Un “tuffo” nel mondo teatrale per esaltare la bellezza nei suoi dettagli.

Il compianto Gigi Proietti affermava "Benvenuti a teatro. Dove tutto è finto e niente è falso”. Parole da cui trarre degli spunti di riflessione. Dietro a ogni impresa artistica/struttura architettonica si cela una forte influenza ambientale. È l’elemento protagonista (vero) che migliora qualsiasi tipo di realizzazione (tranne quelle di cemento).

Da ogni parte della regione è possibile raggiungere il teatro e, una volta catapultati nell’agrigentino, finalmente entra in azione lo spirito di osservazione.
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L’obiettivo si chiama Santo Stefano di Quisquina, piccolo comune dell’entroterra. Conosciuta per l’Eremo di Santa Rosalia, la cittadina si trova all’interno del Parco dei Sicani.

La strada, in salita, regala panorami da raccontare. Ancor oggi si incontrano "pezzi" di vita vissute tra pastorizia e agricoltura. “Li mannari” sono protagonisti del luogo dove un tempo, non lontano, la collina era un allevamento a cielo aperto. Dagli anni Settanta in poi il colle è stato il fattore C dove apporre la prima, seconda… e ultima pietra di una bellezza senza tempo.

La natura regala incontri tra colori, vegetazione e fauna. A 900 metri di altezza tutto è diverso e lo sguardo inizia a vagare alla ricerca dei dettagli. Splendono i boschetti che affollano i Monti Sicani. Tagliati da percorsi escursionistici diventano mete per gli appassionati di trekking. Spicca il verde intenso della flora in contrasto con le tonalità delle abitazioni dei paesini minuscoli. Sono i borghi, meravigliosi, di un territorio in grado di mantenere intatte le tradizioni rurali.

La statale per Lercara Friddi apre a nuove frontiere (provincia di Palermo) come se volesse chiudere il cerchio. Improvvisamente il pensiero corre alle costellazioni, alle forme ellittiche, alla scienza, ai 108 blocchi e alle stelle. È un passaggio senza tempo tra arte, astronomia e ambiente. Un evento straordinario che in pochi avvertono, "una sorta di cambiamento".

La cultura è avvolta dai cieli siciliani. Rimbombano i suoni di una, due o tutte le cento (circa) specie nidificanti autoctone. Salgono in quota - fin lassù - perché hanno trovato il loro habitat perfetto.

Il teatro è un valore aggiunto da cui estrarre i particolari minuziosi. Come una corsa, frettolosa, durante il solstizio d’estate. Per molti è il periodo giusto, quello in cui sbocciano gli amori e l’opera, tra giochi di luci e ombre apparenti, prova a dare una scossa.

Le immagini si tingono dinanzi alla trasformazione in atto. Non resta che sedersi, chiudere gli occhi e respirare l’aria pura proveniente dal lontano Mar Mediterraneo. L’intero complesso si lascia andare alle decisioni “impartite” dall'esterno (natura) e almeno in questo caso l’ultima parola non spetta all’uomo.

Forse è il primo passo che vede la costellazione di Andromeda entrare in collisione con la Via Lattea. Una forte esplosione fonte di ispirazione che un giorno, lontano da quello attuale, modificherà l’intero paesaggio.

Il Teatro di Andromeda è un susseguirsi di emozioni. Una visita elegante tra attese, manifestazioni e liberi pensieri da vivere almeno una volta nella vita.
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