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Oltre agli agrumi c'è di più: le idee siciliane in campo per un'agricoltura "alternativa"

Non solo agrumi, uliveti e grano: Salvatore e Ambra sono due imprenditori agricoli che hanno scelto di coltivare nei loro terreni particolari "frutti" Made in Sicily

  • 24 maggio 2020

Salvatore Bellanti nel suo campo di Bidens aurea

Non solo arance, limoni, uliveti e grano: la passione agricola in Sicilia è una cosa seria e, in alcuni casi, si spinge ben oltre le tipiche colture tradizionali fino ad arrivare alla produzione di varietà particolari interamente “Made in Sicily”.

Come accade ad esempio in una azienda agricola interamente a conduzione familiare a Pietraperzia nell’entroterra siciliano, in provincia di Enna, dove Salvatore Bellanti agricoltore Coldiretti, riprendendo in mano la tradizione agricola di famiglia, ha scelto di dedicarsi anche alla coltivazione di una particolare varietà di the siciliano, la “Bidens aurea”.

Originaria dell’America tropicale e diffusa anche nelle isole Canarie, questa rara varietà di the è stata poi successivamente importata anche in Sicilia dove cresce generalmente in colture irrigue e umide ed è solita espandersi e moltiplicarsi nel terreno molto rapidamente.

Salvatore, aiutato anche da sua moglie Eveline, ha iniziato infatti col piantare alcuni anni fa una sola piccola piantina di Bidens aurea che si è riprodotta talmente velocemente da ricoprire oggi di verde intenso un intero campo: fiorisce intorno al mese di ottobre, per poi andare in quiescenza e ricominciare la raccolta nella stagione primavera-estate.
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«Ho iniziato a prendere confidenza con questa particolare pianta nel 2017 e dopo esserne venuto a conoscenza e me ne sono letteralmente innamorato - dice Salvatore.

La pianta è diversa dalla tradizionale camelia cinese, anche se come gusto confrontato con il the classico é quasi indistinguibile, ma l’infuso che si ottiene con i fiori della Bidens aurea è dotato di particolari proprietà curative contro i piccoli malanni e dolori casalinghi, come il mal di testa o il mal di gola».

Ma per un’azienda che vanta radicate tradizioni agricole di famiglia c’è ne poi un’altra che invece è “primogenita”, che è mossa dalla passione della giovane imprenditrice Coldiretti Ambra Giustolisi per una particolare varietà di rose selvatiche che sono le bacche di rosa canina.

Anche conosciuta come “rosa selvatica", questa pianta che appartiene alla famiglia delle Rosaceae è una specie di rosa che cresce generalmente a ridosso delle folte siepi e dei boschi e le sue bacche sono famose per essere notoriamente un ottimo concentrato di vitamina C.

L’idea di Ambra, 33 anni, tecnologa alimentare originaria di Mirabella Imbaccari in provincia di Catania, è stata quella di fondare e gestire insieme alla sua famiglia un innovativo laboratorio agroalimentare di trasformazione.

«Ci occupiamo della trasformazione dei tesori che la terra della nostra meravigliosa Sicilia ci offre, fuori dalla logica degli impianti intensivi abbiamo circa 3 ettari di terreno in cui oltre alle bacche di rosa canina dalle quali estraiamo una particolare confettura e ad un uliveto per l’olio coltiviamo anche zafferano e erbe aromatiche autoctone» - dice Ambra.

L’azienda di Ambra è un’azienda di nuova generazione anche se, in realtà, la sua nascita è legata ad un aneddoto molto antico: «Diverso tempo fa nel nostro paese gli ultimi eredi della dinastia dei Biscari decisero, a seguito della loro conversione, di sciogliere le loro promesse matrimoniali e di donare gran parte dei loro terreni, anche in maniera simbolica, alla collettività e uno di questi appezzamenti in cui c’era una piccola pianta di bacca di rosa canina antica di oltre 100 anni arrivò ad un dei miei avi.

Dopo circa 30 anni mio nonno tagliò in tronco quella pianta ma senza sradicarla, e appena 5 anni fa quella stessa pianta è rispuntata fuori da quel terreno e così con la mia famiglia abbiamo deciso di realizzare un lotto di bacche ad edizione stralimitata che originato tutte da quella piccola piantina ultracentenaria».
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