"Palermo tu": serata-ricordo per Salvo Licata
A Salvo Licata verrà dedicata una serata di teatro, poesie, canzoni, musiche, video e testimonianze con tantissimi ospiti che lo vorranno ricordare
Palermitano purosangue, si distinse per molti anni all’interno del giornalismo palermitano, collaborando dagli anni ’60 e per una ventina d’anni col quotidiano “L’ora”, per poi passare al Giornale di Sicilia – dove eccelleva in particolar modo nei servizi di cronaca e di costume – e alla direzione del telegiornale di Tgs. Ma fu stato soprattutto un grande drammaturgo, visceralmente appassionato di teatro, al quale regalò tantissimi testi impregnati di “palermitanità”, dove appunto la sua città e la sua lingua erano punti fondamentali di una poetica che voleva il palermitano (la lingua parlata) e i palermitani (i cittadini) patrimonio importante della nostra cultura: un patrimonio che negli anni si è via via andato perdendosi, “imbastardendosi” con neologismi italianeggianti e spuri che non hanno conservato il vero senso della parlata della città, soprattutto di quella parte della città, le borgate, a cui lui era più affezionato.
E intanto andava sempre più emergendo un giornalista di singolare talento, Salvo Licata, uomo di penna e di chitarra, che si portava dentro l’anima ribelle della “città nera” – la Palermo dei quartieri popolari di cui era figlio – e non perdeva occasione per trasfonderne un po’ alla volta, con i suoi servizi, nelle vene del giornale: così scriveva nel 2001 Vittorio Nisticò, direttore de “L’Ora”, in "Accadeva in Sicilia - Gli anni ruggenti de L’Ora di Palermo" (Sellerio, 2001). Sono tanti gli attori e registi che gli devono qualcosa: da Giorgio Li Bassi, passando per Burruano, Civiletti, Paride Benassai e Toni Sperandeo; e anche i musicisti Ignazio Garsia e Mario Modestini con cui collaborò.
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