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Chirurgia pediatrica: a Catania un centro d'eccellenza

L'Unità di Chirurgia Pediatrica dell'Arnas Garibaldi di Catania è polo d'eccellenza in Italia per interventi mini-invasivi e nella cura di rare patologie chirurgiche infantili

  • 13 novembre 2016

Si sente spesso dire che in Sicilia il settore sanitario non funziona alla perfezione, mancano i fondi e le risorse ancor prima delle competenze. Ogni tanto però, bisogna spezzare una lancia a favore di progetti d'eccellenza, come quelli portati avanti da l’Unità di Chirurgia Pediatrica dell'Arnas Garibaldi di Catania.

Istituito nel 2004, il polo si colloca in prima linea nella cura di rare patologie chirurgiche infantili come l'atresia dell'esofago, una malformazione congenita che oggi colpisce un bambino su 3.500 nati vivi. La malformazione si determina tra la terza e la quinta settimana di vita del feto e mostra un trend incrementale.

A Catania, finora sono stati operati oltre 10 mila bambini e trattate moltissime patologie malformative maggiori: ciò a reso l'Unità operativa un punto di riferimento sicuro e affidabile e ha fatto registrare i migliori esiti tra tutte le unità della stessa branca.

Un punto d'arrivo ma anche un punto di partenza per migliorarsi, che è stato raggiunto grazie alle competenze maturate dal team di esperti che vi operano e al lavoro di squadra che, a sua volta, ha reso possibile la creazione di una "Filiera del Valore" con l'obiettivo di mettere al centro la cura del bambino.
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«L’obiettivo - dichiara Sebastiano Cacciaguerra, direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Pediatrica del Nuovo Garibaldi, è stringere sempre più i legami e l’alleanza tra famiglie e strutture sanitarie per potenziare la qualità e i risultati delle cure, facendo in modo che le famiglie dei pazienti non vengano lasciate sole nell’affrontare un problema così complesso e potenzialmente devastante come quello dell’Atresia dell’esofago»

L'Unità è specializzata anche nell'applicazione ordinaria e d'urgenza di tecniche innovative come la "laparoscopia" e la "toracoscopia" e costituisce l'unico centro da Bologna in giù a utilizzare la metodica mini-invasiva nella cura dell'atresia dell’esofago che serve per non traumatizzare il bambino e accelerarne il percorso di guarigione.
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