STORIE

HomeNewsAttualitàStorie

Fuma per anni, dice addio alle sigarette e le studia: il vizio (sano) del ricercatore siciliano

Scrive la tesi sugli effetti del fumo, spegne l'ultima "bionda" e si dedica alla ricerca. Dopo uno studio sugli effetti salutari del fico d'india torna al suo antico "pallino"

Sara Abello
Giornalista
  • 17 gennaio 2024

Ignazio Restivo

Che a Bagheria non ci si faccia mancare nulla lo professiamo da tempo, e quella che vi riporto oggi è una bella dimostrazione sulle capacità di un giovane baarioto, uomo di scienza, che ci inorgoglisce enormemente.

Ignazio Restivo, ricercatore di trentadue anni, già al secondo anno di università, mentre studiava chimica e tecniche farmaceutiche, ha subito visto chiaro davanti a sè il destino che desiderava: eletto rappresentante degli studenti partecipò al primo consiglio del corso di laurea dove i docenti si riuniscono per prendere decisioni sulle ricerche e la didattica, fu proprio lì che ha capito di voler essere un accademico, uno di loro insomma.

Sia chiaro che Ignazio non è rimasto con le mani in mano aspettando che qualcosa accadesse...no, si è messo di impegno e ha intrapreso la strada che gli auguriamo possa portarlo al successo.

Nel frattempo porta soddisfazioni ad amici e parenti, e pure alla comunità baariota che adesso ha un vanto in più.
Adv
Laureatosi nel luglio del 2019 a Palermo con una tesi sugli effetti del fumo di sigaretta, cosa che per fortuna della salute e della tasca gli ha anche fatto spegnere la sua ultima della vita, inizia già nel settembre successivo un dottorato in scienze molecolari e biomolecolari approfondendo, sempre con il supporto della sua supervisor, la professoressa Luisa Tesoriere, il topic della sua tesi.

Più "semplicemente" si occupava dello studio di meccanismi molecolari che portano alla morte dei globuli rossi in un modello in vitro in cui questi vengono stressati con un estratto di fumo di sigarette.

Beh diciamo che non ci sono più dubbi sul fatto che Ignazio abbia perso il vizio del fumo... . Da questo progetto di fatto non si è più fermato, sebbene la sua, come quella di tanti altri giovani ugualmente preparati e volenterosi, sia una vita di precarietà, gli auguriamo transitoria.

L’ultima novità che riguarda il lavoro e lo studio di Ignazio è abbastanza recente.

La scorsa estate, sotto l’ombrellone di agosto, rifletteva su cosa avrebbe fatto una volta concluso il progetto sul quale sta attualmente lavorando riguardo gli effetti anti neurodegenerativi di un pigmento presente all’interno del frutto del fico d’India estratto in laboratorio.

Chiaramente Ignazio, giovane instancabile e conscio della precarietà del suo ruolo, oltre che appassionato ricercatore, ha subito iniziato a cercare nuovi stimoli per un progetto successivo che lo tenesse comunque ancora presente all’interno del mondo accademico...il suo “pallino”, e desse continuità al lavoro che sta svolgendo.

È lì che si è imbattuto nel bando della Fondazione Umberto Veronesi che circa un mese dopo sarebbe scaduto e sul quale lo scorso dicembre ha avuto responso positivo.

Avendo fumato per oltre dieci anni, dopo una tesi di laurea e una di dottorato, Ignazio ne conosce bene gli effetti e nel cassetto aveva da tempo un progetto che con l’occasione del finanziamento offerto dalla Fondazione Veronesi si può finalmente concretizzare.

Già la prima soddisfazione arriva nell’esser stato selezionato in un bando così competitivo tra centinaia di progetti e poi ancor di più lo è il topic, selezionato proprio per la sua unicità: comparare gli estratti di fumo di sigaretta classica, elettronica e iqos sui globuli rossi umani isolati.

Sempre per capirci tra noi non esperti del settore...indagare su quello che è l’impatto di queste tre tipologie di fumo sul sistema cardiovascolare.

Per consuetudine si sente accostare la pericolosità del fumo esclusivamente alle malattie legate all’apparato respiratorio e quindi più nello specifico al cancro ai polmoni, in realtà non pochi sono gli effetti nefasti anche su ipertensione, infarti e malattie cardiache più in generale.

Partendo dalla consapevolezza che l’estratto di fumo di sigaretta tradizionale sia tossico per i globuli rossi, e questo non lo dico io ma è un risultato affermato e avvalorato già da precedenti pubblicazioni, ci si è chiesto quale fosse la differenza di effetti sui globuli rossi tra la sigaretta classica e questi dispositivi, rispetto ai quali negli ultimi anni si è registrato un vero e proprio boom anche per un fattore di business probabilmente.

Innanzitutto bisogna capire se siano tossici o meno, e poi nel caso in cui lo fossero, obiettivo della ricerca è comprendere se lo siano più, meno o tanto quanto rispetto alla sigaretta tradizionale.

Certo è che sigarette elettroniche e iqos, col fiorire di negozietti e altri business, ci vengono descritti sovente come innocui rispetto al fumo “classico”, da sempre stigmatizzato. Ovviamente dirottare gli ex fumatori o presunti tali sui dispositivi elettronici sostitutivi come invece fossero dispensatori di acqua benedetta avrà fatto l’interesse di tanti.

Al momento, come ha sottolineato lo stesso Ignazio, si tratta di studi preliminari, il progetto prenderà infatti avvio a marzo, per cui sull’effettiva eventuale tossicità di iqos e sigaretta elettronica non vi sono risultati certi e sarà solo il tempo a riportarci dati sui danni eventuali, come, quando e perché.

Adesso di numeri non ne dà, se ve lo state chiedendo. Io che una sigaretta non l’ho mai neanche accesa non sono il massimo esperto del settore, però azzarderei che proprio bene non facciano, sia per voi che fumate che per noi poveri cristi che ci sorbiamo il tanfo pestilenziale provenire dalle vostre sigarettine e poi, fenomeno lampante soprattutto quando si tratta di sigaretta elettronica...nel caso in cui non ve ne foste ancora accorti, sappiate che tanti di voi la tengono in bocca h24 come fosse un ciuccio per neonati.

Eh posatela ogni tanto! Svampare, che sia tabacco, essenze al miele o di dubbio gusto come se ne sentono nell’aria, salutare non lo è di sicuro.

Per dettagli, statistiche e meno peggio bisognerà aspettare questo scienziato bagherese che di sicuro ci fa fare un figurone e al quale intanto possiamo solo augurare buon lavoro.

Chiacchierare con lui vi dà una chiara idea su come sia lavorare mossi dalla passione. Se glielo chiedete ovviamente vi dirà che non ha ancora raggiunto il suo obiettivo e che la precarietà incombe...però a me pare che sia sulla strada giusta.

Certo un messaggio che bisogna far passare, come è lo stesso Ignazio a ribadire, è che l’Italia, anche adesso nell’era Post Covid, continua ad essere una delle nazioni europee che investe meno sulla ricerca, settore che di fatto dimostra quanto sia progredito un paese.

A prescindere da chi vi sia al governo, azione fondamentale è quella di investire nell’univeristà e nella ricerca perchè sono il futuro, e l’evoluzione di un paese passa soprattutto da questo, come dimostrano altre economie europee e non solo.

Se vogliamo che dei giovani preparati e illuminati come Ignazio ci aiutino a risolvere i problemi forse bisognerebbe tendergli una mano per aiutarli a farlo: le cure purtroppo non si autogenerano ancora.
Se ti è piaciuto questo articolo, continua a seguirci...
Iscriviti alla newsletter
Cliccando su "Iscriviti" confermo di aver preso visione dell'informativa sul trattamento dei dati.

GLI ARTICOLI PIÙ LETTI