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A Palermo come nella Manica: un tunnel sotterraneo per salvare la città dal traffico

Mentre la giunta comunale di Palermo vacilla sulla questione Ztl, spunta un mega progetto futuristico che potrebbe annullare uno dei problemi più importanti della città

Vassily Sortino
Giornalista
  • 6 agosto 2020

Il waterfront di Palermo

Un vecchio adagio recita: «Se non puoi uscire da un tunnel, almeno arredalo». E quando la giunta di Palermo sembra essersi infilata realmente dentro un tunnel politico, dopo le bocciature in Consiglio comunale sia della Ztl che delle aree pedonali, tutto a un tratto il genio: perché non costruire un tunnel sotterraneo per collegare porto e aeroporto?

Proprio così. Come nel canale della Manica o Eurotunnel, ma sottoterra e non sott’acqua. La giunta comunale ha così deciso di chiedere allo Stato il finanziamento per l’avvio dello studio di fattibilità di un’infrastruttura stradale che colleghi il porto di Palermo all’autostrada e fino all’aeroporto. Per la realizzazione dell’opera si intendono utilizzare le risorse assegnate dai decreti del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti lo scorso anno, pari a circa 1,4 mln.

Il traffico quindi «il vero problema di Palermo» nel film Johnny Stecchino, non sarà più «vorticoso e tentacolare» (op. cit.), ma sottosuolo. Un po’ come quando si mette la polvere sotto il tappeto. Ma tant’è che nella delibera si legge che «Il sistema viario della città di Palermo denota una grave criticità dovuta alla difficoltà nel raggiungere il porto dal sistema autostradale, a causa della congestione dell’asse della circonvallazione.



Questa criticità riguarda anche l’attraversamento veloce della città fra le due autostrade in direzione di Catania-Messina e di Trapani». La lunghezza della parte cittadina, a Palermo quindi, sarebbe 12 chilometri.

L'idea progettuale è stata redatta dall'Autorità portuale del capoluogo siciliano con la collaborazione di Anas, Regione e Comune e l'obiettivo è inserirla nel programma dell'Unione europea del cosiddetto “Ultimo miglio”.

«Si tratta di un'opera che cambierebbe in modo radicale la mobilità della città – ha commentato il sindaco Leoluca Orlando – senza però alterare la vivibilità. È ovviamente un grande impegno dal punto di vista finanziario e costruttivo ed è, quindi, necessario che sia preceduta da uno studio di fattibilità adeguato, consistente e accurato».

Necessaria o meno, quel che emerge è la curiosità nei confronti di un’opera che appare imponente e a suo modo contraddittoria rispetto a un modello di visione dello sviluppo novecentesco, che ha sempre puntato verso l’alto. Ci si chiede come farà una città che non sa proteggere i suoi sottopassaggi dall’acqua piovana intensa a mettere in sicurezza un tunnel sotterraneo che non è figlio della natura ma dell’artificio umano. E quali saranno i costi di mantenimento?

I tempi della costruzione non è dato al momento saperli. C’è un progetto. Un “tunnel del divertimento” e della fantasia che deve diventare concreto. Il tutto nell’attesa che sindaco e giunta di Palermo escano dal tunnel della politica attuale.
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