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A 50 anni molla la Sicilia per cambiare vita: chi è Tania che si reinventa ad Abu Dhabi

Un ex marito e tre figli e un momento di profonda difficoltà che si trasforma in opportunità per una donna a cui la vita ha regalato una seconda chance via da casa

Sara Abello
Giornalista
  • 13 gennaio 2024

Tania ad Abu Dhabi

Se vi imbattete in qualcuno che vi dà l’idea che arrivi un momento in cui non si possano più riprendere le fila della propria vita, così da tessere una maglia completamente diversa da quella che credevate fosse stata confezionata per voi...scappate!

La storia di Tania, palermitana di cinquant’anni, trapiantata da pochi anni niente meno che ad Abu Dhabi, ne è la chiara dimostrazione.

Gli Emirati Arabi sono visti come la meta dei sogni, dei viaggi da mille e una notte, eppure sono anche il luogo scelto da tanti, per lucida volontà o con una buona dose di casualità, per ricominciare. Del resto se su una cosa possiamo esser d’accordo è proprio l’idea che sia il luogo del "tutto è possibile".

Tania sin dai primi istanti della sua vita non ha visto delinearsi un percorso facile o come diciamo noi "a scendere": la madre venne a mancare proprio durante il parto e con due figlie più grandi, il padre, all’epoca impiegato alla Regione, pensò che fosse meglio che la piccola crescesse con la nonna materna.
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L’adolescenza, la laurea in lingue e letteratura inglese conseguita proprio a Palermo, l’insegnamento privato a tanti studenti e poi una famiglia tutta sua con marito e due bimbi. La nonna, per lei una mamma che inesorabilmente invecchia e di cui si occupa fino alla sua scomparsa a novantanove anni.

La fine travagliata del suo matrimonio con i figli che rimangono insieme al padre e, come se non bastasse, le difficoltà economiche, tante, per l’assenza di un lavoro stabile. Molti al posto di Tania non avrebbero avuto la sua stessa capacità di non mollare e, addirittura, di ricominicare da zero in terra straniera.

In un momento così difficile, anzichè pretendere aiuto, questa palermitana dal piglio forte ha invece iniziato ad offrirlo agli altri...e grazie al volontariato prestato allo SPRAR di Palermo ha incontrato tanti studenti stranieri ai quali insegnare l’italiano.

Uomini e donne di nazionalità e cultura differenti, tra i quali anche un ragazzo, nato proprio a Dubai, giunto a Palermo insieme alla madre, un architetto argentino di origini italiane.

I due la incoraggiano e la indirizzano da una loro amica, un architetto sudafricano in pianta stabile a Dubai, spingendola così in quel suo momento di profonde difficoltà a cambiare il corso delle cose.

Com’è strana la vita...mentre tendi una mano ti ritrovi ad esser ripresa tu stessa e finisci con l’essere salvata prima di sprofondare.

Non capita sempre purtroppo, ma è proprio così che è andata per Tania. In quel momento in cui sentiva la necessità di lasciare Palermo e l’Italia, che di sicuro non le avevano reso le cose facili, le si prospetta un contatto negli Emirati Arabi che rappresenta una mano tesa in un luogo lontano e sconosciuto.

Quel periodo così duro si rivela essere la svolta che fa ricominciare la vita di Tania. Così, appena un paio d’anni fa, si trasferisce a Dubai, dove resta per pochi mesi. In quel periodo segue un corso per l’insegnamento della lingua italiana agli stranieri e lavora per un po’ in un ristorante riuscendo a guadagnare qualcosina. È lì che, ancora una volta incoraggiata da un altro "angelo custode", lo chef del ristorante, inizia a lavorare part-time nelle scuole di lingue.

Tra i vari cambiamenti che questa terra le porta vi è anche un nuovo amore, oggi marito, che di lì a poco si sposta per lavoro ad Abu Dhabi. Tania a quel punto, non avendo un lavoro stabile che la trattenesse a Dubai decide di seguire istinto e cuore, e così da un paio di anni vive ormai lì. Il lavoro è sempre legato all’insegnamento della lingua italiana, si è sparsa la voce e sono in tanti che vogliono impararla con lei.

Nonostante la distanza con la Sicilia, i figli, le sorelle e l’anziano padre, oggi è felice della scelta presa anche se, come lei stessa sottolinea: «Non era contemplato nella mia natura correre il rischio, ma mi sono trovata in una situazione difficile e mi sono buttata.

C’è sempre da migliorare anche qui, non è certo il paradiso terrestre, ma di sicuro non è la situazione che vivevo a Palermo».

Effettivamente la conversazione con Tania mi ha anche offerto un’immagine diversa degli Emirati Arabi. Se Dubai è molto vicina a come ce la mostrano gli spot pubblicitari vacanzieri, tutto uno scintillio festoso, appariscente, frenetico e turistico, dall’altra parte Abu Dhabi, sebbene sia lontana anni luce dall’Europa, è comunque più a "dimensione umana" e vivibile.

Tanti posti incantevoli tutti da scoprire e un crocevia di culture che, assurdo che possa sembrare, mette più a suo agio Tania di quanto non facesse Palermo. Così abituata a rapportarsi con persone di nazionalità differente, vive bene in quella dimensione che è così diversa da quel luogo spesso pericoloso che ci viene dipinto.

Tania mi racconta di un luogo dove non vigono le regole ferree che spesso spaventano gli occidentali, soprattutto riguardo alla figura femminile, ma che al contempo non è fatta solo di quella ricchezza che serve ad attirare i turisti.

Ad Abu Dhabi ad esempio vivono anche tanti pakistani, nord africani, benghalesi, e questo perchè è una terra capace di accogliere, così come ha fatto con lei, giunta lì in un momento in cui aveva davvero bisogno di un soffio di aria nuova, e dove ha finito col sentirsi accettata molto più di quanto non accadesse a casa.

Quella negli Emirati Arabi è un’avventura iniziata tra mille paure che ci riporta una storia di speranza, riscatto, nuove possibilità. Tania è una donna combattiva che piano piano ha recuperato un po' di ciò che la vita le ha tolto. Nel frattempo è anche tornata un paio di volte in Sicilia e di recente ha ospitato la sorella e la nipote.

È ad Abu Dhabi che ha però trovato la sua dimensione affettiva e lavorativa, e pian piano di sicuro le auguriamo possa avere anche i figli più vicini...la sua vita del resto è la dimostrazione di come si possa arrivare lontano, ben oltre le aspettative, superando anche gli ostacoli che appaiono come insormontabili.
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