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Tre piani e più di 250 posti letto: a Carini il nuovo (e digitale) Ismett 2 firmato da Renzo Piano

Ismett 2 sarà un ospedale completamente digitalizzato e all'avanguardia, pronto a gestire la cura anche con l’utilizzo dell'Intelligenza Artificiale. Ecco tutti i numeri del progetto

Balarm
La redazione
  • 24 giugno 2021

Il rendering del progetto dell'Ismett 2 di Carini

Due strutture laterali a tre piani, collegate tra loro da ponti, un corpo centrale destinato all’accoglienza al piano terra più un livello in parte interrato per un totale di 256 posti letto, di cui 42 di terapia intensiva ordinaria, e i restanti 214 di terapia sub-intensiva.

Sono questi i principali numeri del nuovo e innovativo Ismett 2 della Sicilia.

Un gemello dell'omonimo ospedale all'avanguardia di Palermo che sorgerà a Carini, nella stessa area dove la Fondazione Ri.MED sta realizzando il Centro per le Biotecnologie e la Ricerca Biomedica (CBRB), vicino all’autostrada Palermo-Mazara del Vallo, alla stazione ferroviaria di Piraineto e all'aeroporto di Palermo Falcone-Borsellino.

Il nuovo ospedale sarà composto da due corpi longitudinali, collegati fra loro da ponti, che si sviluppano su pianoterra più 3 livelli e un corpo centrale destinato all’accoglienza al piano terra e ad uffici nei piani superiori.

I tre piani dei due corpi laterali longitudinali ospiteranno le degenze suddivise per apparato e per intensità di cura.
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Il livello -1 ospita invece l’area di diagnostica per immagine radiologica e cardiologica, la medicina nucleare, la radioterapia, l’area di interventistica mininvasiva (cardiologica, radiologica, endoscopia, broncoscopia, neurologia), le sale operatorie, la terapia intensiva, i laboratori di diagnostica e di ricerca, la farmacia e l’anatomia patologica.

Al livello -2 si trovano le aree non cliniche, quali magazzini, impianti, servizi comuni e di supporto, aree parcheggio.

L'ospedale - il cui progetto è sviluppato niente di meno che da "Renzo Piano Building Workshop", con Progetto CMR - è disegnato anche per la gestione ottimale di eventuali future emergenze epidemiche.

Tutti i letti, infatti, sono isolati e sub-intensivi per ridurre al minimo i rischi e le occasioni di contagio delle infezioni multi resistenti; possibilità di isolare specifiche aree diagnostiche e terapeutiche dell’ospedale.

In particolare, al suo interno, si trovano:
- 42 posti letto di terapia intensiva in condizioni ordinarie, non pandemiche;
- 174 posti letto di terapia semi-intensiva con la possibilità di conversione in aree di degenza a pressione
negativa per garantire la flessibilità necessaria per rispondere a domande di cure di alta complessità e a situazioni
pandemiche;
- 14 sale operatorie, di cui 2 ibride e 1 con robot da Vinci;
- 7 sale interventistiche per attività mini-invasive di cardiologia, radiologia, neurologia, pneumologia, gastroenterologia;
- 32 posti letto tecnici, oltre ai 250 posti letto previsti, a supporto dell’attività delle sale operatorie e dell’interventistica mini-invasiva;
- Reparti di diagnostica avanzata;
- Radioterapia con bunker e acceleratore lineare;
- 50 stanze di ambulatorio per visite specialistiche;
- Tecnologie ICT avanzate per un “ospedale 4.0”.

Insomma un ospedale davvero all'avanguardia che segue naturalmente il processo di innovazione già introdotto all'Ismett attraverso la collaborazione con UPMC.

L'innovazione tecnologica avrà infatti un ruolo fondamentale nella nuova struttura: a partire dalla cartella Clinica Elettronica (CCE) utilizzata trasversalmente in tutti i reparti, passando per la digitalizzazione del sistema amministrativo e contabile.

Ismett 2 sarà un ospedale completamente digitalizzato e pronto a gestire la cura anche con l’utilizzo del machine learning, dell’Intelligenza Artificiale, del deep learning e del “Clinical Decision Support”, in piena sicurezza e nel rispetto della privacy.

«Gli ospedali sono luoghi di eccellenza medica che oggi devono rispondere ancora meglio al bisogno di umanità. Lo si avverte da ogni parte del mondo e lo ha dimostrato la pandemia che ci perseguita da più di un anno», ha commentato l’architetto Renzo Piano.

«Nell’ospedale si trova un senso a tutto e, insieme all’efficienza medica, c’è una nuova dimensione fatta di speranza, aspirazioni e bellezza - ha aggiunto -. Un ospedale deve curare, deve essere ospitale e deve dare conforto, perché trovarsi in un bel posto ha anche un valore terapeutico.

Gli ospedali diventano allora un luogo di rinascita, di umanità e di rispetto. Luoghi di passione, intesa sia come sofferenza, sia come slancio. Fortunatamente, l’architettura non è solo l’arte di rispondere ai bisogni, ma anche ai desideri e, soprattutto, alle speranze».

Il progetto è stato presentato presso la sede della Regione Siciliana a Palermo, dal Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, presente insieme all’assessore alla Sanità della Regione, Ruggero Razza, al Presidente e Ceo di UPMC, Jeffrey Romoff, e all'architetto Elisabetta Trezzani, Partner e Director di RPBW.

«Ismett 2 si proietta in una dimensione mediterranea. Non vogliamo essere competitivi con i Paesi del Nord Europa – ha detto Nello Musumeci -, ma un punto di riferimento per quelli del bacino euroafroasiatico. Il futuro della Sicilia, infatti, sta nella sua centralità mediterranea, non solo geografica, ma anche economica e culturale.

Dobbiamo rispondere alle esigenze di milioni e milioni di cittadini del Sud che cercano l'Europa nelle città del Nord, ai quali, invece, dobbiamo dare la possibilità di trovarla qui in Sicilia: il primo lembo di terra europeo ad appena 75 chilometri dalle coste del Continente africano. Con Ismett 2 potremo garantire interventi di alta specializzazione, riducendo i dolorosi “viaggi della speranza”.

Un progetto al quale il governo regionale ha sempre creduto e per il quale abbiamo destinato oltre 180 milioni di euro».

«L’avventura di UPMC in Sicilia è iniziata oltre 20 anni fa, quando con coraggio abbiamo avviato con la Regione Siciliana un modello innovativo di partenariato pubblico-privato nella sanità, il cui successo ha portato Ismett a diventare un punto di riferimento per i pazienti siciliani, italiani e internazionali - ha sottolineato Jeffrey Romoff, Presidente e Amministratore Delegato di UPMC -.

Oggi con Ismett2 abbiamo l’opportunità per definire un nuovo modello di ospedale, concepito tenendo conto sia dell’esigenza di fornire cure ai pazienti affetti da malattie croniche non trasmissibili, sia di creare rapidamente aree in cui gestire le manifestazioni cliniche gravi di malattie epidemiche o pandemiche, con il grande ausilio delle migliori tecnologie e di un network internazionale di competenze».
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