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L’alienazione dal mondo secondo Dostoevskij

Il sipario si apre sul monologo di Marmelladov, ascoltato da un silenzioso Rodja Raskolnikov, il protagonista del romanzo nato dalla fantasia di Dostoevskij

  • 15 novembre 2003

Resta in scena fino a sabato 15 novembre alle 21.15, al teatro Libero (piazza Marina, Salita Partanna 4) di Palermo, “Delitto e castigo” di Dostoevskij. Lo spettacolo dura un’ora e nasce da un progetto di Lia Chiappara che dirige i cinque attori sulla scena (Gabriele Calindri, Andrea Failla, Massimiliano Lotti, Alessandra Pezzullo e Elisabetta Ratti) che dimostrano un buon grado di affiatamento e delineano in modo netto e preciso i personaggi interpretati. Il sipario si apre sul monologo di Marmelladov, ascoltato da un silenzioso Rodja Raskolnikov, il protagonista del romanzo nato dalla fantasia di Dostoevskij.

Si assiste alla storia di un delitto, alla nascita di un delinquente o di un uomo che giustifica il suo gesto, già prima di compierlo in un articolo di giornale in cui gli piace distinguere gli uomini in due categorie contrapposte: quelli ordinari e gli straordinari. Per uno strano caso del destino, Rodila vestirà i panni di quello che definisce uomo straordinario perché ucciderà per necessità una vecchia usuraia, trovando la sua giustificandosi nella storia dei grandi uomini che “non si arrestarono davanti al sangue, quando il sangue potè essere loro d’aiuto”.

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È questo il nodo cruciale della vicenda che si sviluppa sulla scena attraverso gli incubi che attanagliano il giovane studente squattrinato che annega a poco a poco nella sua angosciosa condizione. L’unica soluzione è riversare su qualcun altro il suo segreto, condividere la sua colpa per renderla più sopportabile: ecco allora delinearsi l’unico personaggio buono dell’intera vicenda, Sonia, la figlia di Marmelladov, ubriacone morto che lascia nella povertà più nera la moglie Katerina Ivanovna che vive mantenuta proprio dalla figlia che è costretta a vendere il suo corpo. I cambi di scena sono annunciati da una musica allegra e dalla movenze da bambola di una piccola matrioska che fa scorrere sul palco gli scarni oggetti che costituiscono la scenografia curata da Dora Argento. Come quadri, i personaggi restano immobili, mentre si ascoltano i monologhi più importanti.

Le musiche sono di Ruggiero Mascellino ed eseguite dallo stesso Mascellino insieme con Giuseppe Viola, Daniela Santamaura e Luca Mazzone, mentre le luci sono curate da Gianfranco Mancuso. Il costo dei biglietti è di 10 euro l’intero e di 7 il ridotto il giovedì sera, mentre venerdì e sabato costa 12 euro (intero) e 8 euro il ridotto. Per altre informazioni, chiamare il botteghino allo 091.6174040.

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