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La Sicilia del rap contro "l'amianto killer": Picciotto torna con un remix (per la ricerca)

Il nuovo progetto del rapper siciliano è stato realizzato in collaborazione con la Fondazione SolidAL Onlus e con l'azienda ospedaliera di Alessandria. Ecco il video

Balarm
La redazione
  • 11 gennaio 2021

La musica unisce l'Italia da Nord a Sud a favore della ricerca scientifica sul mesotelioma, uno dei tumori più terribili causati dal killer amianto.

Si intitola "Ancora sotto casa mia" il nuovo progetto del rapper siciliano Picciotto realizzato in collaborazione con la Fondazione SolidAL Onlus e con l'azienda ospedaliera di Alessandria.

Da anni, Picciotto si dedica al problema sociale legato all'amianto e alla sua "fibra killer" che ogni anno colpisce centinaia di persone facendole ammalare di mesotelioma, un tumore maligno considerato raro ma molto frequente in alcune aree geografiche.

«Nel 2016, con "Sotto Casa Mia", ero riuscito a muovere un po' le acque - spiega il rapper -. Ma a distanza di anni c'è ancora troppo da fare e il problema non è stato risolto. La bonifica del territorio non è stata completata e non sono stati fatti passi avanti riguardo le terapie di cura per chi si ammala».



Per questo motivo, l'artista convalida la sua dichiarazione proponendo “Ancora sotto casa mia”, un brano che mira a dare un contributo alla ricerca scientifica attraverso una campagna di raccolta fondi dedicata alla cura del mesotelioma e organizzata dal dottor Gregorio Bonsignore per sviluppare un progetto nell’ambito di un dottorato di ricerca in collaborazione tra il Dipartimento di Scienze e Innovazione Tecnologia (DISIT) dell’Università del Piemonte Orientale e l’Azienda Ospedaliera di Alessandria.

La campagna di raccolta fondi presente su Gofundme è stata lanciata dalla Fondazione SolidAL Onlus che, insieme all'Azienda Ospedaliera di Alessandria, promuove l'attività di supporto alla ricerca che trova la propria sintesi in “Solidal per la Ricerca”.

Il remix è curato da Dj Crocetta e vede la collaborazione della cantante (e dottoressa) Stefania Crivellari, che, insieme ai dottori Bonsignore, Elia Ranzato e alle dottoresse Federica Grosso e Simona Martinotti, formano il gruppo di ricerca del progetto.
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