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Il fiume Oreto e quegli angoli (nascosti) da non perdere: Fontana Lupo dà spettacolo

Bastano pochi minuti di strada da Palermo per raggiungere l'incredibile affioramento di Fontana Lupo e ritrovarsi immersi in un posto affascinante e selvaggio

Balarm
La redazione
  • 9 gennaio 2021

Era il 2017 quando il documentarista palermitano Igor D'india raccontava il sogno impossibile di trasformare il fiume Oreto di Palermo da fogna a patrimonio Unesco. Poi c’è stata la scalata tra i luoghi del cuore del FAI.

Dal 2018 la cooperativa turistica Terradamare permette a grandi e piccini di immergersi nella sua bellezza selvaggia, il comitato "Salviamo l'Oreto" organizza azioni volte alla sua salvaguardia. Nell’ultimo periodo altri progetti, associazioni, liberi cittadini in modi diversi si prendono cura di quello che fu definito dal Marchese di Villabianca, alla fine del 1700, “il re tra i fiumi di Sicilia” e portano alla luce angoli nascosti e incantevoli.

Uno di questi è sicuramente la risorgiva di Fontana Lupo che nei giorni scorsi è stata anche oggetto di rilevazioni per il progetto U-DATInos e che sebbene mostri forti segni di inquinamento da plastica conserva ancora vivido il suo antico splendore naturalistico.



Bastano pochi minuti di strada da Palermo per raggiungere l’incredibile affioramento di Fontana Lupo. Si trova appena sotto Monreale, dalla circonvallazione si arriva in via Fontana Lupo - ci spiega Salvatore Bucchieri di "Salviamo l'Oreto" - poi si procede a piedi attraversando anche delle proprietà private, per cui è meglio avvisare. Si scende lungo dei terrazzamenti e si raggiunge un lungo canneto che percorre la riva sinistra del fiume, ne nasconde la vista e ne rende difficile l’accesso ma di certo lascia passare l’affascinante rombo delle acque del fiume.

Pochi passi più avanti, si apre finalmente un piccolo passaggio tra le canne che porta alla risorgiva e apre a un paesaggio fantastico: sulla sinistra, il fiume scorre formando delle piccole cascatelle, sulla destra da un’alta e particolarissima gola sgorga l’acqua di sorgente. Tutto intorno la vegetazione fluviale arborea e arbustiva garantisce un posto selvaggio, fatto di sfavillanti giochi di luce creati sulle pareti dal sole riflesso sull’acqua, fontanelle che escono dalla roccia per ricadere come pioggia sul fiume e un continuo alternarsi di laghetti e piccole rapide.

La vera sorpresa però è ai piedi della grande gola, dove la parete rocciosa incontra l’acqua del fiume Fiumelato di Meccini che da qui in poi prende il nome di Oreto e si può ammirare un ruscello di acqua gelida e trasparente uscire direttamente dalla roccia. (Fonte SiciliaImmagini di Fabio Corselli)
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