"Vocazioni": all'Orto Botanico di Palermo lo spettacolo con Vito Mancuso e Paolo Gamberini
Ognuno di noi, pellegrino nella vita, custodisce dentro al cuore una voce che risuona in mezzo al rumore e al frastuono delle cose. Siamo segnati da questa parola: una sola, universale per tutti, ma allo stesso tempo unica per ciascuno. Una vocazione, un appello che obbliga e libera. Si racconta che Rabbi Sussja, in punto di morte, esclamò: «Nel mondo futuro non mi si chiederà: “Perché non sei stato Mosè?”; mi si chiederà invece: “Perché non sei stato Sussja?”».
Nella Lettera ad un giovane poeta Rilke parla di una necessità in base alla quale costruire la propria vita; un impulso, un destino, che va accettato per quello che è, senza farsi troppe domande e senza chiedere quale sarà mai la ricompensa. Il profeta Geremia vive la vocazione come una seduzione divina a cui non si può resistere. Il daimon divino di Platone, che abita l’anima nel più profondo e la muove. Quella forza che ispira l’azione degli iniziati Jedi nella saga di Guerre Stellari seguendo la guida del saggio Yoda.
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