"Sala Party": sul palco del Mercurio Festival il monologo (scritto a caldo) di Giusina Testa

Giusina Testa
Un monologo scritto "a caldo" e che vede la luce ad alcuni anni di distanza, dopo un'adeguata sedimentazione, sia del testo che del fatto raccontato: perché le storie vere vanno riassestandosi in chi le vive, non se ne vanno ma trovano una nuova collocazione.
Non tutte le storie vere hanno lo stesso peso, ma certo hanno tutte la stessa importanza.
Si intitola "Sala Party", lo spettacolo di e con Giustina Testa (con la regia di Daniela Dallavalle) che va in scena mercoledì 30 settembre, alle 21.00, sul Palco Franco dei Cantieri Culturali alla Zisa nell'ambito del "Mercurio Festival".
In scena va un tema delicato come l'interruzione di una gravidanza. Un fatto che ha il suo peso, un peso che va aumentando in questo momento storico, oggi, parallelamente all’aumentare del rischio che questa possibilità vada persa, e con essa la libertà di scelta, come sta avvenendo in alcuni paesi.
Una decisione del genere è già di per sé difficile, ma dà spazio a conseguenze potenzialmente fatali nel momento in cui ne venga cancellata la regolamentazione. Durante la messinscena vediamo un’attrice a dar voce a questa storia e a questa donna, da sola. Come di fatto si è davanti a questa scelta.
E mentre riconosciamo nelle sue riflessioni anche le nostre, e così nei giudizi, ci accorgiamo che “il tempo smette di fluire con la solita cadenza”, mentre i pensieri la rimbalzano tra testa e pancia, portandola a scandagliare ogni aspetto della Questione. La. Questione. Tutto maiuscolo.
Non tutte le storie vere hanno lo stesso peso, ma certo hanno tutte la stessa importanza.
Si intitola "Sala Party", lo spettacolo di e con Giustina Testa (con la regia di Daniela Dallavalle) che va in scena mercoledì 30 settembre, alle 21.00, sul Palco Franco dei Cantieri Culturali alla Zisa nell'ambito del "Mercurio Festival".
In scena va un tema delicato come l'interruzione di una gravidanza. Un fatto che ha il suo peso, un peso che va aumentando in questo momento storico, oggi, parallelamente all’aumentare del rischio che questa possibilità vada persa, e con essa la libertà di scelta, come sta avvenendo in alcuni paesi.
Una decisione del genere è già di per sé difficile, ma dà spazio a conseguenze potenzialmente fatali nel momento in cui ne venga cancellata la regolamentazione. Durante la messinscena vediamo un’attrice a dar voce a questa storia e a questa donna, da sola. Come di fatto si è davanti a questa scelta.
E mentre riconosciamo nelle sue riflessioni anche le nostre, e così nei giudizi, ci accorgiamo che “il tempo smette di fluire con la solita cadenza”, mentre i pensieri la rimbalzano tra testa e pancia, portandola a scandagliare ogni aspetto della Questione. La. Questione. Tutto maiuscolo.
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