Tra i fasti della Belle époque dove vissero Ignazio e Franca: la visita alla Casa Florio di Palermo

Un salone della Palazzina Florio, sede dell'Ordine degli Architetti di Palermo
Terrazze, campanili, chiese sconosciute, palazzi privati, giardini, ex fabbriche, manifatture artigiane: sono 130 quest’anno i luoghi che il Festival "Le Vie dei Tesori" apre nei cinque weekend compresi tra il 5 ottobre e il 4 novembre a Palermo, la città Capitale della Cultura 2018 dove la manifestazione è nata nel 2006 e dove è giunta alla sua dodicesima edizione.
La città si trasforma così in un museo diffuso e narrato, intrecciando storia, arte, mistero e natura, grazie alla rete costituita da oltre cento tra istituzioni, associazioni, partner.
Ѐ conosciuta come “Casa Florio all’Olivuzza” e fu la residenza dei celebri imprenditori prima del tracollo economico. L’edificio era la porzione di un più vasto complesso che si affacciava su piazza Principe di Camporeale. Nella seconda metà dell’Ottocento venne acquistato e abitato da Ignazio e Franca Florio. Dal 1919, dopo il fallimento, la dimora fu smembrata.
Una parte passò a una società immobiliare che nel 1922 la vendette al principe di Fitalia, poi fu donata alla Curia arcivescovile, divenne convento delle suore dell'ordine delle Figlie di San Giuseppe e adesso ospita il Circolo Unione. Questa parte, chiamata Palazzina Florio, invece, oggi è la sede dell’Ordine degli architetti e nasconde splendidi saloni ottocenteschi, con affreschi e decori di pregio. Da ammirare anche la terrazza con una loggia in ferro battuto eseguita dalla storica Fonderia Oretea.
La visita ha una durata di 20 minuti e non accessibile ai disabili.
La città si trasforma così in un museo diffuso e narrato, intrecciando storia, arte, mistero e natura, grazie alla rete costituita da oltre cento tra istituzioni, associazioni, partner.
Ѐ conosciuta come “Casa Florio all’Olivuzza” e fu la residenza dei celebri imprenditori prima del tracollo economico. L’edificio era la porzione di un più vasto complesso che si affacciava su piazza Principe di Camporeale. Nella seconda metà dell’Ottocento venne acquistato e abitato da Ignazio e Franca Florio. Dal 1919, dopo il fallimento, la dimora fu smembrata.
Una parte passò a una società immobiliare che nel 1922 la vendette al principe di Fitalia, poi fu donata alla Curia arcivescovile, divenne convento delle suore dell'ordine delle Figlie di San Giuseppe e adesso ospita il Circolo Unione. Questa parte, chiamata Palazzina Florio, invece, oggi è la sede dell’Ordine degli architetti e nasconde splendidi saloni ottocenteschi, con affreschi e decori di pregio. Da ammirare anche la terrazza con una loggia in ferro battuto eseguita dalla storica Fonderia Oretea.
La visita ha una durata di 20 minuti e non accessibile ai disabili.
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