Il gioiello del barocco riscoperto dopo l'abbandono: alla scoperta della Chiesa dei Tre Re di Palermo

Un decoro all'interno della Chiesa dei Tre Re a Palermo
Palazzi, musei, torri, terrazze, giardini segreti, ville, chiese, cripte, catacombe, bagni ebraici, vecchi aeroporti. Per il tredicesimo anno, torna la grande festa di Palermo, con "Le Vie dei Tesori", che si svolge per cinque weekend dal 4 ottobre al 3 novembre.
Nel 1578 alcuni confratelli della Compagnia dei Tre Re, venditori di frutta secca, costruirono una chiesetta sul sito della preesistente chiesa di San Giorgio lo Xheri. La chiamarono, appunto, Chiesa dei Tre Re.
L’attuale forma architettonica si deve però all’architetto Francesco Ferrigno, che la ristrutturò a metà del diciottesimo secolo. Solo uno dei due portali, quello su via Celso, a timpano triangolare, risale all’impianto cinquecentesco.
La chiesa ha vissuto lunghi anni di abbandono e alterne fasi di restauro, ma resta una tappa imperdibile del barocco siciliano. Nella volta e ai lati del presbiterio si trovano resti di affreschi di Vito D’Anna con storie dei Re Magi risalenti al 1751, mentre gli stucchi sono opera di Procopio e Giovan Maria Serpotta.
A Palermo sono centosettanta i tesori aperti alle visite guidate (guarda qui tutti i luoghi). La visita ha una durata di 20 minuti e non è accessibile ai disabili.
Nel 1578 alcuni confratelli della Compagnia dei Tre Re, venditori di frutta secca, costruirono una chiesetta sul sito della preesistente chiesa di San Giorgio lo Xheri. La chiamarono, appunto, Chiesa dei Tre Re.
L’attuale forma architettonica si deve però all’architetto Francesco Ferrigno, che la ristrutturò a metà del diciottesimo secolo. Solo uno dei due portali, quello su via Celso, a timpano triangolare, risale all’impianto cinquecentesco.
La chiesa ha vissuto lunghi anni di abbandono e alterne fasi di restauro, ma resta una tappa imperdibile del barocco siciliano. Nella volta e ai lati del presbiterio si trovano resti di affreschi di Vito D’Anna con storie dei Re Magi risalenti al 1751, mentre gli stucchi sono opera di Procopio e Giovan Maria Serpotta.
A Palermo sono centosettanta i tesori aperti alle visite guidate (guarda qui tutti i luoghi). La visita ha una durata di 20 minuti e non è accessibile ai disabili.
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